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	<title>juventus - Il Gazzettone</title>
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		<title>Il testamento nascosto dell&#8217;Avvocato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 16:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un foglio ingiallito, con poche righe vergate a penna, custodito per anni in uno studio legale e poi finite sottotraccia in un’indagine minore. È questo il documento che potrebbe riaprire…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/il-testamento-nascosto-dellavvocato/">Il testamento nascosto dell’Avvocato</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un foglio ingiallito, con poche righe vergate a penna, custodito per anni in uno studio legale e poi finite sottotraccia in un’indagine minore. È questo il documento che potrebbe riaprire uno dei capitoli più controversi della storia recente della famiglia Agnelli. </p>



<p>Ieri, al tribunale di Torino, i legali di Margherita Agnelli hanno consegnato quello che definiscono un “nuovo testamento” del padre Gianni, pronto a rimettere in discussione l’assetto di potere costruito dopo la sua morte. Chissà se qualcuno avrebbe fatto a meno di un colpo di scena in questa saga familiare che ha poco della sobrietà sabauda.</p>



<p>Gli avvocati di Margherita parlano di un atto chiaro e inequivocabile, tradito e accantonato. I fratelli Elkann, invece, liquidano la vicenda come «un polverone mediatico» che non potrà incidere su nulla, perché superato dagli eventi. Mossa da manuale: se il documento scotta, si glissa, si passa oltre. </p>



<h6 class="wp-block-heading">L’ombra di Dicembre e l’impero Exor</h6>



<p>Al centro della contesa c’è&nbsp;<strong>Dicembre</strong>, la società semplice che rappresenta la storica cassaforte della famiglia Agnelli, tramite cui si controlla Exor, la holding finanziaria da circa 30 miliardi di euro che detiene aziende da Stellantis a Ferrari, passando per la Juventus. Insomma, niente affatto un giochino da ragazzi, ma il fulcro pulsante di un impero che si estende su più continenti e settori.</p>



<p>Come si fa a dimenticare che quella cassaforte tiene salde le redini di un colosso automobilistico globale, una leggenda delle corse e il club di calcio italiano più titolato e chiacchierato? Ecco, proprio su questa cassaforte si gioca ora una partita che non è fatta solo di soldi, ma di potere, e di vecchie carte ingiallite &#8211; appunto.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Stellantis, il gigante dell’auto</h6>



<p>Nel mosaico dell’impero Exor, Stellantis rappresenta senza dubbio il pezzo grosso. Nato dalla storica fusione tra Fiat Chrysler e il gruppo francese PSA, Stellantis è il quarto produttore mondiale di automobili per volumi di vendita, con un portafoglio che conta marchi iconici come Jeep, Fiat, Peugeot, Citroën, Opel e Alfa Romeo. È qui che si gioca gran parte del futuro industriale del gruppo Agnelli, con investimenti massicci su mobilità elettrica e innovazione tecnologica. Controllare Stellantis significa non solo governare un impero produttivo, ma anche dettare le sorti di un settore chiave per l’economia europea e globale.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il testamento e la volontà di Gianni Agnelli</h6>



<p>Nel documento del 1998, Gianni Agnelli appare chiaro e netto: il 25% di Dicembre doveva andare al figlio Edoardo. Solo un dettaglio: Edoardo morì nel 2000, in circostanze tragiche e ancora oggi oggetto congetture. Da lì, l’eredità segue una strada più tortuosa dei sentieri verso Superga.</p>



<p>Secondo i legali di Margherita, in assenza di Edoardo, le quote sarebbero dovute tornare agli eredi legittimi: la madre Marella e la figlia Margherita. </p>



<h6 class="wp-block-heading">Gli accordi che cambiarono gli equilibri</h6>



<p>Nel 2003, Marella Caracciolo decide che una fetta sostanziosa va al nipote John Elkann. Così John è diventato il centro di gravità permanente dell’impero Agnelli, con poco meno del 60% di Dicembre in mano. Un buon affare per il giovane rampollo, anche se – dicono i legali di Margherita – Marella credeva di adempiere alle volontà del marito. Saggia signora, evidentemente un po’ distratta da dimenticare quel testamento ora ritrovato.</p>



<p>Nel 2004, Margherita esce ufficialmente da Dicembre e da lì è partita la consacrazione di John Elkann come il timoniere indiscusso della dinastia.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Un testamento dimenticato e ora riemerso</h6>



<p>Quel foglio è rimasto lì, nello studio dell’avvocato storico, a prendere polvere. È emerso solo per caso, finito sotto la lente della magistratura svizzera durante un’inchiesta fiscale.</p>



<p>Ora il documento torna a scuotere una famiglia e un impero che si credevano forse troppo solidi per essere intaccati da un semplice foglio scritto a mano. Gli Elkann minimizzano, Margherita rilancia: la partita è ancora aperta, e quel testamento potrebbe essere più di un semplice cimelio di famiglia.</p>



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		<title>La Juventus tra campo e bilanci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 17:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre in queste ore si prepara ad affrontare l&#8217;Atalanta alla quinta giornata di campionato, la Juventus continua a regalarci uno spettacolo fuori dal campo che avrebbe bisogno di telecronisti molto…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in queste ore si prepara ad affrontare l&#8217;Atalanta alla quinta giornata di campionato, la Juventus continua a regalarci uno spettacolo fuori dal campo che avrebbe bisogno di telecronisti molto fantasiosi: il bilancio 2024-25 si chiude con una perdita da 58 milioni, una cifra che fa effetto solo perché è meno drammatica dei quasi 200 milioni dell’anno precedente. Un piccolo miracolo ottenuto grazie al ritorno in Champions League e a un Mondiale per Club che è stato un salvagente finanziario più che una competizione sportiva.</p>



<p>La rosa pesa ancora, con Vlahovic &#8211; rimasto dopo una lunga telenovela di calcio mercato estivo &#8211; in cima ai costi, quasi un 17% del totale salariale. La strategia è chiara: il calcio mercato &#8211; appunto &#8211; ha mostrato che la scommessa è quella di tenere la squadra competitiva comprando giocatori che pesano parecchio a bilancio (Openda, Zaghrova, David).</p>



<p>Un bond da 150 milioni serve per allungare le scadenze dei debiti e calmierarne i costi, ma il bilancio rimane un campo minato dove l’equilibrio atteso nel 2026-27 sembra ancora un miraggio lontano.</p>



<p> L’indebitamento netto è salito a 280 milioni e, come ogni tossicodipendente recidivo, il club si prepara al quarto aumento di capitale in otto anni: il portafoglio di Exor è sempre pronto ad aprirsi. Quattro aumenti di capitale in otto anni rivelano una dipendenza cronica dagli accantonamenti altrui, con Exor costretta a fare da salvagente finanziario. Il bond appena emesso è un’ottima mossa per allungare i tempi, ma rimanda solo il problema senza affrontarlo davvero. In un mondo ideale, il debito si ridurrebbe con un piano chiaro e sostenibile, mentre qui si naviga a vista, sperando che i ricavi da Champions e stadio portino un giorno i soldi per chiudere il conto.</p>



<p>Sul fronte legale, invece, la Juventus cammina su un terreno scivoloso. Indagini per plusvalenze sospette e gestione dei conti al limite del Fair Play Finanziario impongono una serie di rischi pesanti: multe, restrizioni di mercato e persino l’esclusione dalle coppe europee sono più che ipotesi. Accumulare perdite per sette anni consecutivi e sfiorare i limiti di Nyon non è sciatteria, ma un allarme che suona come un gong per chi in ballo ci mette anche la credibilità.</p>



<p>Nel confronto con i pari gli altri club, la Juventus non è sola in questa altalena finanziaria. L’Inter vanta il debito lordo più alto (oltre 730 milioni), ma la sua posizione netta è simile alla Juventus, che si aggira sui 280 milioni di debito netto. Roma, Milan e Lazio restano su livelli più contenuti, mentre il Napoli incarna l’eccezione virtuosa. In mezzo a questi giganti, la Juventus continua a portare un fardello tra i più pesanti.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-juventus-tra-campo-e-bilanci/">La Juventus tra campo e bilanci</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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