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	<title>Economia - Il Gazzettone</title>
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	<title>Economia - Il Gazzettone</title>
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		<title>La Cina rallenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 17:35:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Filiera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cina sta attraversando un significativo rallentamento della sua attività produttiva. Questo fenomeno, alimentato da molteplici cause strutturali e congiunturali, ha importanti implicazioni non solo per l’economia cinese, ma anche…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Cina sta attraversando un significativo rallentamento della sua attività produttiva. </p>



<p>Questo fenomeno, alimentato da molteplici cause strutturali e congiunturali, ha importanti implicazioni non solo per l’economia cinese, ma anche per l’Europa e l’Italia, strettamente intrecciate con il gigante asiatico attraverso la catena globale del valore.</p>



<p>Il rallentamento è attribuibile principalmente a una domanda interna debole, causata dal calo degli investimenti nel settore immobiliare – in crisi ormai da oltre due anni –, e dalla ridotta spesa delle famiglie, frenate dall’incertezza economica e da un mercato del lavoro sottotono, con un tasso di disoccupazione giovanile che supera il 20%. A ciò si somma la contrazione delle esportazioni, in particolare verso gli Stati Uniti, a causa di tensioni commerciali e tariffe crescenti che rallentano i flussi di merci. </p>



<p>La crescita della produzione industriale si è attestata al 5,2% ad agosto, il valore più basso in un anno, mentre i profitti industriali sono cresciuti di appena lo 0,9%.</p>



<p>Per Europa e Italia, il rallentamento cinese rappresenta un campanello d’allarme. L’Unione Europea è uno dei principali partner commerciali della Cina e dipende fortemente dalle forniture di materie prime e componenti industriali. Una flessione nella produzione cinese può creare interruzioni nelle catene di approvvigionamento, aumentando i costi di produzione e ritardando le consegne in settori chiave come l’automotive, la tecnologia e la moda.</p>



<p>Inoltre, le esportazioni italiane verso il mercato cinese potrebbero essere penalizzate dall’indebolimento della domanda nel gigante asiatico, influenzando negativamente la bilancia commerciale e la crescita economica nazionale.</p>



<p>Il momento attuale invita a riflettere sull’importanza di diversificare i mercati di approvvigionamento, e di potenziare la resilienza delle filiere produttive in Europa, evitando eccessive dipendenze. Il rallentamento della Cina è una sfida e un’opportunità per le economie europee di ripensare la propria posizione all’interno della globalizzazione, puntando su flessibilità, innovazione e governance internazionale.</p>



<p>Fonti per dati e approfondimenti: National Bureau of Statistics Cina, Reuters, CNBC</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-cina-rallenta/">La Cina rallenta</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Giorgetti spara sulla Commissione Europea, ma dovrebbe guardarsi l&#8217;ombelico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 13:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[DPFP]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgietti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto al Senato, ha tracciato un quadro delle principali sfide economiche italiane, con un focus netto sulla prossima legge di bilancio e sul rapporto con…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/giorgetti-spara-sulla-commissione-europea/">Giorgetti spara sulla Commissione Europea, ma dovrebbe guardarsi l’ombelico</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto al Senato, ha tracciato un quadro delle principali sfide economiche italiane, con un focus netto sulla prossima legge di bilancio e sul rapporto con l’Europa. Nel suo discorso, ha sottolineato la necessità di un “mea culpa” comunitario riguardo alla transizione green, definita un disastro per l’industria, in particolare per il settore automotive, penalizzato da iper-regolamentazione e eccessiva burocrazia.</p>



<p>I numeri del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) si allineano con le stime OCSE, ma restano al di sotto delle previsioni &#8211; più ottimistiche &#8211; della Commissione Europea. A pesare sono fattori esterni come le tensioni geopolitiche e i prezzi energetici elevati, ma anche una situazione internazionale complessa che limita gli spazi di manovra.</p>



<p>Sul fronte dei conti pubblici, il deficit dovrebbe attestarsi vicino al 3% del PIL, soglia cruciale che potrebbe permettere all’Italia di abbandonare la procedura europea per disavanzi eccessivi già nella primavera del 2026. Il Tesoro prevede emissioni di titoli di Stato per almeno 20 miliardi di euro nei prossimi mesi, con due nuovi BTP a 5 e 10 anni e la riapertura di titoli a medio-lungo termine. Cruciale è stato il calo dello spread BTP-Bund, tornato intorno agli 80 punti, che ha liberato risorse per oltre 13 miliardi di euro nel biennio 2025-26 riducendo il peso della spesa per interessi.</p>



<p>In tema salariale, il ministro ha rivolto un appello alle imprese affinché partecipino al rilancio della crescita salariale, in sinergia con il recupero dei contratti arretrati nella pubblica amministrazione, per cui la legge di bilancio 2024-30 ha stanziato risorse importanti. Si tratta, a suo dire, di un elemento essenziale per sostenere la domanda interna e la coesione sociale. </p>



<p>Il percorso di riforma e di pianificazione economica è integrato da una revisione tecnica del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), con la rimodulazione degli obiettivi e la creazione di “facility” finanziarie, veicoli che consentono di estendere i tempi di utilizzo dei fondi europei legati alle famose “comunità energetiche” e altri progetti, sostenendo investimenti per circa 10 miliardi, in parte destinati a semplificare l’accesso agli incentivi per le imprese.</p>



<p>Sul versante dell’edilizia privata, si profila una riforma del Testo unico del settore con una bozza di disegno di legge delega che introduce semplificazioni significative, come la sanatoria facilitata per abusi edilizi precedenti al 1° settembre 1967, strumenti di silenzio-assenso per accelerare i permessi e il rafforzamento della digitalizzazione tramite il fascicolo del fabbricato, una sorta di “storia digitale” degli immobili.</p>



<p>Non si possono tacere alcune criticità evidenti nella linea politica delineata dal Governo.</p>



<p>Innanzitutto, la crescita prevista per il 2025, ferma allo 0,5% secondo il Documento programmatico di finanza pubblica, è al di sotto della già modesta previsione della Commissione Europea e delle aspettative del sistema economico. Questa crescita bassa, quasi stagnante, riflette carenze strutturali che la manovra non sembra affrontare con la necessaria incisività, rischiando di lasciare il Paese in una situazione di sviluppo rallentato e fragile.</p>



<p>L’appello del ministro Giorgetti alle imprese affinché contribuiscano al rilancio salariale, nonostante sia formalmente condivisibile, appare insufficiente e poco supportato da concrete politiche di contrasto alla stagnazione salariale. In Italia i salari reali sono fermi da oltre 15 anni, con un calo significativo del potere d’acquisto. Senza la crescita economica, la promessa di rialzi rischia di restare lettera morta, esponendo il Paese a nuove tensioni sociali e perdita di competitività interna.</p>



<p>Sul fronte degli incentivi alle imprese, le critiche arrivano da più parti per la scarsa efficacia degli strumenti messi in campo. Le misure di Industria 5.0, concepite come volano per la modernizzazione, mostrano tassi di utilizzo bassissimi, dovuti a regole troppo complesse e procedure burocratiche che scoraggiano le aziende, in particolare le Pmi, a sfruttare appieno le opportunità. La mancanza di una vera semplificazione rischia di penalizzare ancora una volta il tessuto produttivo, ostacolando l’innovazione e la competitività. Anzi, una semplificazione estesa, più che gli incentivi economici, sembra sempre più la strada da seguire.</p>



<p>Infine, la bozza di riclassificazione degli abusi edilizi, sulle quali si annuncia una facilitazione della sanatoria, solleva dubbi profondi. Il rischio è di legittimare irregolarità con effetti deleteri per il territorio, la sicurezza e la legalità, alimentando un sistema ambiguo che non affronta con fermezza il problema degli abusi diffusi, tra i reati più frequenti e impattanti in Italia. La politica delle tolleranze rischia di compromettere la qualità urbana e rallentare gli interventi di rigenerazione necessari per uno sviluppo sostenibile.</p>



<p>Questi aspetti segnalano che, al di là dei buoni propositi espressi, la politica economica italiana si trova ancora di fronte a scelte complesse che richiedono coraggio e visione, oltre a una più efficace capacità amministrativa per tradurre strategie in risultati concreti e duraturi.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/giorgetti-spara-sulla-commissione-europea/">Giorgetti spara sulla Commissione Europea, ma dovrebbe guardarsi l’ombelico</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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