Ve lo ricordate il drone russo che in primavera aveva volato sopra la sede dell’ISPRA a varese? Noi si. Beh non erano i russi, non era nemmeno un drone ma un disturbo GPS provocato da un amplificatore di segnale wifi di una villetta vicino alla sede dell’istituto statale.
Strano perchè la vicenda era molto credibile. Credibile come Babbo Natale per restare in tema.
Si era subito gridato all’attacco dei pericolosi sovietici perchè il sistema di rilevamento droni dell’agenzia aveva rilevato una frequenza simile a quella utilizzata da una azienda che produce droni made in ex URSS. Il problema è che nessuno aveva visto questo fantomatico drone e forse era meglio essere più cauti con la distribuzione di notizie non verificate. L’ennesimo tassello quindi di una informazione main-stream che racconta fake news, accusando poi i Russi di fare lo stesso.
Va a finire che piano piano vengono smontate tutte le notizie che in questi anni ci hanno sommerso di cazzate. Racconti fatti per fare notizia o per fare disinformazione? Beh il “Fatto Quotidiano” oggi ha scoperto la verità e l’ha raccontata a quelli che si erano dimenticati della faccenda e speravano nella provocazione Russa per avere una motivazione alla guerra.

