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	<title>Tecnologia - Il Gazzettone</title>
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	<description>il cannone dell&#039;informazione</description>
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	<title>Tecnologia - Il Gazzettone</title>
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		<title>ll tuo dentista non vuole che tu lo conosca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 11:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è uno strumento per la pulizia orale, in realtà poco pubblicizzato ma che può completamente svoltarti la vita. Stiamo parlando dell&#8217;<strong><em>Idropulsore</em></strong>. Questo piccolo aggeggio, acquistabile sul web a circa 20 €, può aiutarti ad allungare sensibilmente il tempo che intercorre tra una pulizia dentale ed un&#8217;altra. I dentisti non te ne parleranno mai, io stesso ho cambiato molti dentisti nella mia vita, ma nessuno mi ha mai consigliato questo strumento nonostante fosse a me essenziale per la conformazione della mia dentatura. </p>



<p>Io infatti ho sempre avuto problemi di pulizia tra i molari, questi presentano una spazio di poco meno di un millimetro tra di loro e lo sporco si incastrava spesso. Lo spazzolino e il filo interdentale (quest&#8217;ultimo sempre fortemente consigliato dai dentisti) non riuscivano a pulire in profondità, il risultato è che le particelle di cibo si attaccano ai denti e alle gengive, causando alito cattivo e problemi di irritazione gengivale.</p>



<p>Cercando sul web mi sono imbattutto nel protagonista di questo articolo, l&#8217;ho comprato subito anche perchè su <em>Amazon</em> è pieno di prodotti a batteria ricaricabile dal costo di una ventina di euro. Il costo ridicolo mi ha convinto a provarlo, valeva la pena provare. Sin dal primo utilizzo sono rimasto scioccato dalla quantità di sporco che è riuscito a rimuovere, pezzi di cibo uscivano dalla mia bocca e cadevano dal lavandino, consentendomi di valutarne l&#8217;effettivo funzionamento. Mi ha completamente svoltato la vita. Da quando lo uso le gengiviti sono completamente sparite, l&#8217;alito è migliorato e persino i denti sono più bianchi.</p>



<p>Il funzionamento è semplicissimo, è una mini-idropulitrice, che spruzza acqua ad alta pressione (di solito la potenza è regolabile) andando a rimuovere tartaro e residui di cibo negli spazi interdentali e sotto le gengive. Se lo acquistate ricordate di usarlo a bassa potenza le prime volte perchè le vostre gengive devono abituarsi, al massimo avrete qualche leggere sanguinamento durante la pulizia. </p>



<p>Se non lo conoscete e non lo avete ancora comprato, vi consiglio di provarlo, mi ringrazierete.</p>



<p></p>



<p></p>



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		<title>Il Porno va sulla VPN</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 11:25:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di questi giorni la notizia del recepimento da parte dell&#8217;Italia, di una norma europea che obbliga chi accede ad un sito porno, a verificare la sua maggiore età. Il provvedimento vuole proteggere i minori dalla pornografia, ormai dilagante su ogni piattaforma (X/Twitter ne è esempio plastico), ma sarà efficiente? Spoiler&#8230;NO! La norma è stata emessa dall&#8217;<strong><em>AGCOM</em></strong>.</p>



<p>Intanto l&#8217;elenco dei siti sottoposti a verifica dell&#8217;età è molto ristretto, ed è stato pubblicato su tutte le piattaforme di notizie, dando la possibilità ai fruitori del sesso virtuale di conoscere siti a loro sconosciuti. Grazie.</p>



<p>Inoltre il mondo del porno conta su decine di migliaia di siti pornografici, è un mondo infinito, sempre in aggiornamento, si aprono e chiudono siti con la velocità della luce. Al momento solo <strong><em>Onlyfans</em></strong> ha recepito la norma e si è adeguato, da qualche giorno per chi vuole accedere viene richiesta la verifica dell&#8217;età con il servizio <strong><em>Yoti</em></strong>. Quando si entra su Onlyfans la prima volta si apre un <strong>qr-code</strong>, si deve inquadrarlo con il telefono che si collega a Yoti, dove si può verificarsi o tramite la foto del proprio documento di identità oppure con un selfie che tramite AI stima l&#8217;eta. Yoti giura che tutti i dati vengono cancellati dai server dopo la prima verifica, sarà veramente così, io non ci credo, sarà forse l&#8217;ennesima trovata per il controllo di massa?</p>



<p>Per fregare il blocco italiano si può facilmente accedere ai siti protetti tramite una VPN, ormai fruibili a tutti a prezzi modici (circa 10 € al mese), vi anticipo già che Onlyfans ha registrato la vostra posizione quando vi siete registrati la prima volta, quindi anche la VPN è inutile. Questa norma farà perdere clienti a Onlyfans, ci sarà la migrazione di massa verso altre piattaforme simili? Probabilmente qualche cliente OF lo perderà, ma non credo ci sia una fuga di massa dal sito pornografico più redditizio del mondo. </p>



<p>I siti web con sede estera, hanno comunque 3 mesi per recepire la norma, quindi c&#8217;è tutto il tempo.</p>



<p>L&#8217;idea che mi sono fatto è che questa norma non sia stata emanata per proteggere i minori, ma per fare una guerra ai maggiori siti porno, che generano miliardi di euro di profitto che scappano alle maglie del fisco. Riuscirà l&#8217;erario a trarre giovamento da questa trovata? Speriamo di sì perchè ormai chi mostra le pudenda su internet guadagna più di un primario o di un CEO di una azienda&#8230;</p>



<p>Ecco l&#8217;elenco dei siti interessati: Bang, Cam4, Cameraboys.com, Chaturbate, Clip4sale, Faphouse, Gaymaletube, Giochi Premium, Hentai – Ita, Ixxx, Jacquie Et Michel, Joyourself.com, Livejasmin, Liveprivates.com, Livesexasian.com, Lsawards.com, Lsl, Lupoporno, Maturescam.com, Mycams.com, Mytrannycams.com, Olecams, Onlyfans, Porn.com, Porn300, Porndoelive.lsl.com, Porndroids, Pornhdlive.com, Pornhub, Pornzog, Redtube, Solo Porno Italiani, Stripchat, Superporno (Canalporno), Tiava, Tnaflix, Tubegalore, Tukif.love, Xfree, Xhamster, Xhamster Live, Xnxx, Xvideos, Xvideos Red, Youporn.</p>



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		<title>Il telemarketing aggressivo con le ore contate. Forse&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 17:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; di queste ore la notizia che il Codacons forse, fa la sua mossa definitiva contro il telemarketing aggressivo, pratica odiosa che toglie la serenità a milioni di italiani, senza…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di queste ore la notizia che il <strong><em>Codacons</em></strong> forse, fa la sua mossa definitiva contro il telemarketing aggressivo, pratica odiosa che toglie la serenità a milioni di italiani, senza esagerare.</p>



<p>Dopo che il garante dei consumatori era riuscito a stoppare le chiamate da numerazioni fisse, gli operatori di telemarketing (criminali), erano riusciti ad aggirare i divieti con una specie di<strong><em> spoofing</em></strong>. Grazie ai sistemi informatici riuscivano a far apparire come numero chiamante un numero di telefono mobile casuale che i sistemi anti-telemarketing non riuscivano a censire in quanto cambiavano ogni volta. Una buona soluzione al problema viene da app come &#8220;<strong><em>Truecaller</em></strong>&#8221; che, se installata sul nostro telefono, dispone della funzione di blocco dei numeri non in rubrica. Questo sistema però ha un evidente effetto collaterale, blocca tutte le chiamate di numeri non memorizzati, anche quelli di gente che potrebbe volerci contattare per motivi personali.</p>



<p>Dal 19 novembre il sistema dovrebbe andare a regime, le chiamate di telemarketing hanno raggiunto cifre impressionanti, si stima cirche 15 miliardi all&#8217;anno. Una persona comune poteva ricevere anche dieci telefonate al giorno, da lunedì alla domenica, a qualsiasi ora, togliendo la serenità al povero utente. Il registro delle opposizioni nulla può contro questo sistema truffaldino di mascheramente del numero chiamante. </p>



<p>Riusciremo finalmente a liberarci di questa maledizione che negli ultimi anni ha raggiunti livelli impensabili per uno stato civile?</p>



<p>Attendiamo fiduciosi, sperando di ringraziare il Codacons&#8230;</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/il-telemarketing-aggressivo-con-le-ore-contate-forse/">Il telemarketing aggressivo con le ore contate. Forse…</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La rivoluzione dell’IT militare USA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 09:57:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>General Dynamics Information Technology (GDIT), divisione della storica azienda statunitense General Dynamics, ha siglato un contratto di grande rilevanza strategica e tecnologica con lo United States Strategic Command (STRATCOM), il…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>General Dynamics Information Technology (GDIT), divisione della storica azienda statunitense General Dynamics, ha siglato un contratto di grande rilevanza strategica e tecnologica con lo United States Strategic Command (STRATCOM), il comando militare responsabile di alcune delle missioni più delicate per la sicurezza nazionale americana, tra cui il controllo del deterrente nucleare, operazioni a spettro elettromagnetico e attacchi globali.</p>



<p>l contratto, del valore complessivo di 1,5 miliardi di dollari, copre un anno di periodo base e sei anni opzionali, e rappresenta un investimento fondamentale per la modernizzazione digitale del comando. L’obiettivo è duplice: da un lato, un significativo taglio dei costi operativi e un aumento dell’efficienza; dall’altro, l’adozione di tecnologie all’avanguardia per supportare decisioni strategiche estremamente sensibili e critiche.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Modernizzazione tecnologica e strategica: AI, cloud ibrido e cybersecurity di nuova generazione</h6>



<p>Tra gli aspetti più innovativi del progetto spicca l’integrazione delle tecnologie di intelligenza artificiale e di machine learning nei sistemi di comando e controllo. Questo permetterà di automatizzare e perfezionare l’analisi dei dati, fornendo insight rapidi e critici ai decisori militari. La transizione verso un ambiente cloud ibrido consentirà a STRATCOM una flessibilità senza precedenti nella gestione delle risorse digitali, favorendo la scalabilità e la reattività alle esigenze operative variabili.</p>



<p>Una componente centrale sarà poi l’implementazione di un modello di cybersecurity &#8220;zero trust&#8221;, indispensabile per proteggere le infrastrutture IT da minacce informatiche sempre più sofisticate e pericolose in un contesto geopolitico instabile e a forte rischio di attacchi digitali mirati.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il ruolo di GDIT e le sfide future</h6>



<p>GDIT utilizzerà le sue consolidate competenze in ingegneria digitale per facilitare la collaborazione tra i moltissimi partner di missione coinvolti nelle operazioni del comando strategico. Questo è essenziale per assicurare una prontezza operativa ottimale, in grado di rispondere prontamente a crisi globali di rilievo.</p>



<p>La portata del contratto è indicativa di come l’IT sia diventato cruciale non solo per le normali operazioni militari, ma per la gestioni di asset strategici come le forze nucleari. Mentre il mondo assiste a una crescente informatizzazione dei sistemi di difesa, GDIT si posiziona come attore chiave per garantire che l’avanguardia tecnologica statunitense resti solida e competitiva.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Opportunità e interrogativi per il futuro</h6>



<p>L’assegnazione di questo contratto pone importanti quesiti: come evolverà il ruolo dell’intelligenza artificiale nelle decisioni di sicurezza nazionale? Quali saranno i rischi di affidare sistemi così critici a tecnologie emergenti? La sfida del cloud ibrido e della cybersecurity darà nuove opportunità ma richiederà monitoraggi e aggiornamenti costanti per scongiurare vulnerabilità.</p>



<p>Sul piano economico, il contratto rafforza la posizione di General Dynamics in un settore difensivo in forte crescita, con un portafoglio ordini importante e stabile che contribuisce alla sua solidità finanziaria e alla capacità di innovare. Analisti e investitori vedono in questo un segnale forte della trasformazione in corso, che spinge le aziende tradizionali verso un futuro ad alta tecnologia e automazione.</p>



<p>In sintesi, il maxi contratto tra GDIT e STRATCOM non è solo un successo economico per l’azienda, ma rappresenta un passo avanti cruciale nella modernizzazione della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, con impatti tecnologici e strategici che si rifletteranno nei prossimi anni a livello globale</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-rivoluzione-lit-militare-usa/">La rivoluzione dell’IT militare USA</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Meta sotto accusa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 09:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Meta]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Whatsapp]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Meta Platforms, la holding che controlla Facebook, Instagram e altri social network, sta affrontando una delle sfide regolatorie più severe degli ultimi anni. Secondo fonti di Bloomberg e Reuters, la…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Meta Platforms, la holding che controlla Facebook, Instagram e altri social network, sta affrontando una delle sfide regolatorie più severe degli ultimi anni. Secondo fonti di Bloomberg e Reuters, la Commissione Europea si prepara a notificare a Meta una comunicazione di addebito per presunte violazioni del Digital Services Act (DSA), la nuova normativa europea che impone obblighi severi alle piattaforme digitali per la moderazione dei contenuti illegali e dannosi.</p>



<h6 class="wp-block-heading">L’accusa: mancanza di meccanismi efficaci contro i contenuti illegali</h6>



<p>L’accusa principale riguarda l’assenza di strumenti sufficientemente efficaci su Facebook e Instagram per consentire agli utenti di segnalare contenuti illegali e farli rimuovere tempestivamente. Il DSA richiede misure trasparenti, proporzionate, e verificabili per contrastare disinformazione, discorsi d’odio, e propaganda: un impegno che l’Unione Europea ritiene Meta non stia rispettando adeguatamente.</p>



<p>Secondo quanto riportato, la comunicazione di addebito potrebbe portare a multe anche molto elevate, fino al 6% del fatturato globale annuo di Meta, che nel 2024 ha superato i 160 miliardi di dollari. Una sanzione potenzialmente multimiliardaria che riflette la crescente determinazione europea a far rispettare le nuove regole digitali.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Le &#8220;community notes&#8221;</h6>



<p>Nel gennaio 2025, Meta ha annunciato la fine del programma di fact-checking esterno negli Stati Uniti, sostituito da un sistema di moderazione basato su &#8220;community notes&#8221;, cioè valutazioni degli utenti stessi, simile al modello già adottato da X (precedentemente noto come Twitter). Questa scelta è stata motivata dalla presunta necessità di tutelare la libertà d’espressione.</p>



<p>Tuttavia, questa rivoluzione ha suscitato forti dubbi e critiche, soprattutto in Europa. Gli esperti e le istituzioni europee ritengono che affidare la moderazione a una comunità autogestita non sia sufficiente per prevenire la diffusione di contenuti nocivi, propagande violente, discorsi discriminatori e violazioni dei diritti umani.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il rischio di un effetto domino</h6>



<p>L’Unione Europea si trova di fronte a un dilemma complesso: come far rispettare normative rigide in un ambiente digitale globale dove confini e giurisdizioni si sovrappongono? Se Meta libera la moderazione negli USA, questo potrebbe favorire la circolazione di contenuti proibiti anche in Europa, aggirando l’efficace enforcement del DSA.</p>



<p>Uno dei quesiti più dibattuti è come impostare efficaci filtri transnazionali, che tengano conto delle differenze normative tra paesi senza limitare la libertà d’espressione né creare fratture tecnologiche.</p>



<p>Le conseguenze non sono solo legali ma anche economiche. Il modello pubblicitario di Meta, che vale il 97% delle sue entrate, si basa sulla sicurezza e sull&#8217;attrattività del brand per gli inserzionisti. Un aumento dell’esposizione a contenuti controversi rischia di ridurre la fiducia dei pubblicitari, con conseguenti rischi finanziari.</p>



<p>Alcune big company hanno già ridotto o sospeso investimenti pubblicitari su altre piattaforme (come il già citato X), e ora cominciano a porsi lo stesso problema anche per Meta. La crescente pressione regolatoria rischia di complicare ulteriormente il rapporto fra piattaforme e mercato.</p>



<p>Meta si trova a dover bilanciare due esigenze spesso in tensione: da una parte, garantire la libertà d’espressione, fondamento di ogni società democratica e principio cardine del web aperto; dall’altra, prevenire la diffusione di contenuti nocivi che possono alimentare odio, violenze, e discriminazioni. La chiave potrebbe risiedere in sistemi di moderazione più sofisticati, che integrino AI avanzata e intervento umano con criteri trasparenti e adattabili ai contesti sociali e culturali specifici. La sfida è evitare censure arbitrarie senza però lasciare spazio a narrazioni pericolose o illegali.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il rischio della frammentazione normativa </h6>



<p>L’Unione Europea ha scelto con il Digital Services Act di imporre una regolamentazione rigorosa, con l’obiettivo di proteggere i diritti digitali dei cittadini europei. Tuttavia, la sua efficacia a livello globale dipende dalla cooperazione internazionale. In assenza di un accordo multilaterale, è possibile che si creino “bolle normative”, con piattaforme che applicano regole diverse secondo i mercati, o peggio, strategie di elusione focalizzate su regioni meno regolamentate. La regolamentazione globale della rete rimane una sfida cruciale ancora irrisolta, che richiederà compromessi diplomatici e nuove istituzioni di governance digitale.</p>



<p>La rapida evoluzione tecnologica, la crescita dell’economia dei dati e il potenziamento delle infrastrutture digitali sono leve strategiche indispensabili per la competitività internazionale dell’Unione Europea.</p>



<p>Se l’UE riuscirà a governare questa complessa transizione con regole attente ma flessibili, collaborazioni internazionali efficaci e investimenti in competenze digitali, potrà non solo conservare la propria sovranità economica e digitale, ma anche impostare un modello responsabile di innovazione sostenibile da cui tutto il mondo potrà trarre ispirazione.</p>



<p>In definitiva, restare sul treno dell’innovazione senza perdere il controllo democratico non è solo un imperativo tecnologico, ma un passaggio cruciale per garantire un futuro prospero, equo e sicuro per l’Europa e per i suoi cittadini.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/meta-sotto-accusa/">Meta sotto accusa</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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