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	<title>Sport - Il Gazzettone</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 29 Sep 2025 17:01:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Sport - Il Gazzettone</title>
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		<title>Un record che interessa a pochi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 17:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[pallavolo]]></category>
		<category><![CDATA[volley]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Solo tre volte nella storia degli sport di squadra una nazione si è laureata campione del mondo sia con la squadra femminile che con quella maschile. Una di queste tre…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Solo tre volte nella storia degli sport di squadra una nazione si è laureata campione del mondo sia con la squadra femminile che con quella maschile. Una di queste tre è successa all’Italia, che ieri sera ha vinto il mondiale di pallavolo maschile, dopo aver vinto quello femminile a inizio settembre.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Come è andata</h5>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>((Qui tra parentesi scrivo come le due nazionali hanno vinto i loro mondiali. Se della pallavolo non vi interessa pressoché nulla, come a me, potete saltare alla fine della parentesi &#8211; al prossimo sottotitolo in grassetto.</p>



<p>Gli unici contatti con la pallavolo che ho avuto in vita mia sono stati quando andavo a guardare le ragazze del mio quartiere giocare nella palestra dietro casa, avevo vent&#8217;anni. Il rischio che io scriva sciocchezze è &#8211; di conseguenza &#8211; molto elevato. Ma mi hanno detto di occuparmi di sport, ed eccomi qua.</p>



<p>Come dicevo, a inizio mese le ragazze del volley hanno sollevato il trofeo del mondiale (il secondo della nostra storia dopo quello del 2002 in Germania), disputato in Thailandia.</p>



<p>Nella fase a gironi si sono ritrovate a giocare contro Slovacchia, Cuba, e Belgio, vincendo tutte e tre le gare, subendo per un solo set proprio contro quest&#8217;ultime. Nella fase a gironi l&#8217;Italia ha regolato 3-0 Germania e Polonia, prima di arrivare a giocare la semifinale col Brasile.</p>



<p>Contro le giocatrici carioca è stato un&#8217;altalena di emozioni dopo aver pareggiato 1-1 nel secondo set, il terzo set si è prolungato fino a un 30-28 per le brasiliane. Il quarto set ha pareggiato i conti per noi, con l&#8217;ennesimo 25-22. Il quinto set ci ha visti superare l&#8217;ostacolo con un difficoltoso 15-13.</p>



<p>In finale le ragazze hanno affrontato la Turchia &#8211; superpotenza di questo sport. Dopo aver vinto 25-23 il primo set le nostre ragazze si sono lasciate travolgere 25-13 nel secondo, dando l&#8217;impressione di aver perso la presa sulla gara. Il terzo set si è combattuto fino al 26-24 per noi, mentre nel quarto le italiane hanno dato ancora l&#8217;impressione di non avere il controllo perdendo 25-19. Il quinto set ci ha visti trionfare invece con un agevole (finalmente!) 15-8</p>



<p>Ieri, invece hanno giocato la finale i ragazzi.</p>



<p>Campioni in carica dopo il mondiale del 2022 in Polonia-Slovenia, noi italiani ci presentavamo tra i favoriti. Ai gironi affrontiamo Algeria, Belgio (anche qui), e Ucraina. Alla prima regoliamo 3-0 gli africani in una gara senza storia, mentre contro i belgi perdiamo 3-2. Nell&#8217;ultima gara del girone vinciamo 3-0 anche contro gli ucraini e ci qualifichiamo come secondi del girone. Gli accoppiamenti ci mettono davanti l&#8217;Argentina che sistemiamo 3-0, non senza qualche affanno. Ai quarti incrociamo di nuovo il Belgio, contro cui avevamo perso solo otto giorni prima. I nostri ragazzi dimostrano però di aver imparato la lezione e spazzano via gli avversari con un tre a zero che non lascia spazio a dubbi. Mentre nelle altre eliminatorie ci sono dei risultati a sorpresa, il nostro cammino prosegue con un altro 3-0 ai danni della Polonia.</p>



<p>Nella finale di ieri troviamo la Bulgaria. I nostri ragazzi mettono le cose in chiaro andando sopra 2-0. Un po&#8217; di rilassatezza porta i bulgari a vincere il terzo set, ma gli italiani annientano ogni dubbio nel quarto che si chiude con un 25-10 pesantissimo e ci laurea campioni per la quinta volta nella nostra storia, staccando il Brasile e la Polonia a 3, con solo l&#8217;Unione Sovietica a 6.))</p>
</blockquote>



<h6 class="wp-block-heading">Un record che interessa a pochi</h6>



<p>Oggi, sulla prima pagina del maggiore quotidiano sportivo nazionale, la notizia è in cima, ma lo spazio riservato subito sotto alla vittoria di ieri del Milan contro il Napoli nella quinta giornata di serie A è comunque leggermente più grande.</p>



<p>Sui social i difensori degli sport &#8220;minori&#8221; si stracciano le vesti: lamentano come al solito la poca copertura mediatica di un evento così importante. Siamo campioni del mondo di pallavolo, sia maschile che femminile, una cosa mai successa negli sport di squadra di nessuna nazione al mondo (a parte noi, e due volte l’Unione Sovietica, anche lei nella pallavolo – l’ultima volta nel 1960.)</p>



<p>Un evento storico che meriterebbe larghissimo spazio in tutti i giornali e telegiornali, dicono.</p>



<p>Questa poca copertura mediatica riflette però il sentimento del Paese, che ci piaccia o no. Una partita di serie A registra, in media, 950mila spettatori. La finale del mondiale maschile di volley ne ha registrati circa quattro milioni. Considerando che le gare di serie A per giornata sono 10 e a pagamento, mentre la finale di volley è stata data in chiaro, il confronto finisce 9.5 milioni (paganti) contro 4.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/un-record-che-interessa-a-pochi/">Un record che interessa a pochi</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Juventus-Atalanta 1-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 08:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[juve]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’Allianz Stadium, nella quinta giornata di Serie A, Juventus e Atalanta si dividono la posta con un pareggio che arride più agli ospiti con le ossa rotte che ai padroni…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All’Allianz Stadium, nella quinta giornata di Serie A, Juventus e Atalanta si dividono la posta con un pareggio che arride più agli ospiti con le ossa rotte che ai padroni di casa in evidente cerca di identità. È una partita fatta di ritmi altalenanti e intensità nei duelli, ma poca efficacia da parte bianconera nel perforare il blocco basso atalantino.</p>



<p>I bianconeri partono con grinta e prendono il controllo della partita, conquistando un possesso palla del 67%. La riaggressione alta si rivela efficace, la Dea non riesce a costruire e già dopo due minuti Kalulu sfiora il gol, colpendo un palo di testa dagli sviluppi di un calcio d&#8217;angolo. </p>



<p>Questo è solo il preludio di un tema che si svilupperà, amaramente per la Juve, lungo tutta la gara: ben 11 dei 24 tiri complessivi della Juve vengono da corner, punizioni o rimesse laterali. Da questi nasce buona parte dei loro 1.52 expected goals (xG). L&#8217;unico a creare qualche pericolo si rivela Cambiaso con un paio di conduzioni che disordinano la difesa nerazzurra costretta a collassare su di lui liberando Yildiz e Adzic<a href="https://x.com/xGscore/status/1971997537016992077" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>L’Atalanta, pur limitata da molte assenze, cresce nel corso del primo tempo e trova la rete della svolta proprio allo scadere della frazione iniziale. Kamaldeen Sulemana colpisce con un capolavoro personale da 0.6 xG: un dribbling secco a saltare due avversari e un diagonale potente sul palo lontano che lascia senza scampo Di Gregorio. L’errore di Adzic a centrocampo spalanca la strada al contropiede, punendo la Juve che fino a quel momento sembrava in controllo della gara.<a href="https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/27-09-2025/juventus-atalanta-live-diretta-serie-a.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>La ripresa si apre con un copione simile, possesso sterile dei bianconeri: senza sovraccarichi laterali e con scarsi movimento davanti, la mancanza di idee è lampante, anche perché Openda e Vlahović non riescono a fare da riferimento concreto in attacco. La maggior parte dei tiri (9 su 12) arrivano solo dopo l’espulsione di De Roon al minuto 80.<a href="https://www.socialmediasoccer.com/it/articolo/juventus-atalanta-1-1-cabal-sulemana-tabellino-highlights.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>Juan Cabal subentra al posto di Bremer e cambia il volto della partita: è lui a mettere in rete il gol del pareggio, con un tap-in da pochi passi, sfruttando una difesa atalantina che nel finale vacilla ma si regge ancora in piedi.<a href="https://www.juventus.com/it/news/articoli/serie-a-juventus-atalanta-la-partita" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>Nonostante il vantaggio numerico, la Juve non riesce a sfruttare appieno la superiorità: McKennie spreca l&#8217;occasione più limpida mandando un destro facile tra le braccia di Carnesecchi, protagonista di una prova importante per i bergamaschi. Alla fine il risultato si ferma sull’1-1, un punteggio che evidenzia un equilibrio tattico ma anche un’occasione persa per la squadra di casa, ancora alle prese con la difficoltà di trovare soluzioni offensive convincenti.<a href="https://x.com/xGscore/status/1971997537016992077" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>In classifica, i bianconeri restano secondi a quota 11 punti, dietro Napoli, mentre l’Atalanta si conferma solida quinta, pronta a sfruttare ogni minima distrazione degli avversari. Il pareggio non sposta nulla delle ambizioni bianconere sullo scudetto, e conferma che l&#8217;Atalanta, nonostante la partenza di Gasperini, ha una squadra in grado di restare nelle zone alte della classifica.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/juventus-atalanta-1-1/">Juventus-Atalanta 1-1</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Juventus tra campo e bilanci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 17:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre in queste ore si prepara ad affrontare l&#8217;Atalanta alla quinta giornata di campionato, la Juventus continua a regalarci uno spettacolo fuori dal campo che avrebbe bisogno di telecronisti molto…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre in queste ore si prepara ad affrontare l&#8217;Atalanta alla quinta giornata di campionato, la Juventus continua a regalarci uno spettacolo fuori dal campo che avrebbe bisogno di telecronisti molto fantasiosi: il bilancio 2024-25 si chiude con una perdita da 58 milioni, una cifra che fa effetto solo perché è meno drammatica dei quasi 200 milioni dell’anno precedente. Un piccolo miracolo ottenuto grazie al ritorno in Champions League e a un Mondiale per Club che è stato un salvagente finanziario più che una competizione sportiva.</p>



<p>La rosa pesa ancora, con Vlahovic &#8211; rimasto dopo una lunga telenovela di calcio mercato estivo &#8211; in cima ai costi, quasi un 17% del totale salariale. La strategia è chiara: il calcio mercato &#8211; appunto &#8211; ha mostrato che la scommessa è quella di tenere la squadra competitiva comprando giocatori che pesano parecchio a bilancio (Openda, Zaghrova, David).</p>



<p>Un bond da 150 milioni serve per allungare le scadenze dei debiti e calmierarne i costi, ma il bilancio rimane un campo minato dove l’equilibrio atteso nel 2026-27 sembra ancora un miraggio lontano.</p>



<p> L’indebitamento netto è salito a 280 milioni e, come ogni tossicodipendente recidivo, il club si prepara al quarto aumento di capitale in otto anni: il portafoglio di Exor è sempre pronto ad aprirsi. Quattro aumenti di capitale in otto anni rivelano una dipendenza cronica dagli accantonamenti altrui, con Exor costretta a fare da salvagente finanziario. Il bond appena emesso è un’ottima mossa per allungare i tempi, ma rimanda solo il problema senza affrontarlo davvero. In un mondo ideale, il debito si ridurrebbe con un piano chiaro e sostenibile, mentre qui si naviga a vista, sperando che i ricavi da Champions e stadio portino un giorno i soldi per chiudere il conto.</p>



<p>Sul fronte legale, invece, la Juventus cammina su un terreno scivoloso. Indagini per plusvalenze sospette e gestione dei conti al limite del Fair Play Finanziario impongono una serie di rischi pesanti: multe, restrizioni di mercato e persino l’esclusione dalle coppe europee sono più che ipotesi. Accumulare perdite per sette anni consecutivi e sfiorare i limiti di Nyon non è sciatteria, ma un allarme che suona come un gong per chi in ballo ci mette anche la credibilità.</p>



<p>Nel confronto con i pari gli altri club, la Juventus non è sola in questa altalena finanziaria. L’Inter vanta il debito lordo più alto (oltre 730 milioni), ma la sua posizione netta è simile alla Juventus, che si aggira sui 280 milioni di debito netto. Roma, Milan e Lazio restano su livelli più contenuti, mentre il Napoli incarna l’eccezione virtuosa. In mezzo a questi giganti, la Juventus continua a portare un fardello tra i più pesanti.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-juventus-tra-campo-e-bilanci/">La Juventus tra campo e bilanci</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>E&#8217; venerdì, parliamo di calcio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 09:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizia domani la quinta giornata di Serie A, ecco il calendario: Sabato 27 settembre: Domenica 28 settembre: Lunedì 29 settembre: Sabato dovreste guardare Juventus Atalanta I bianconeri sono chiamati a…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/e-venerdi-parliamo-di-calcio/">E’ venerdì, parliamo di calcio</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Inizia domani la quinta giornata di Serie A, ecco il calendario:</p>



<p>Sabato 27 settembre:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ore 15:00: Como vs Cremonese (DAZN)</li>



<li>ore 18:00: Juventus vs Atalanta (DAZN)</li>



<li>ore 20:45: Cagliari vs Inter (DAZN e SKY)</li>
</ul>



<p>Domenica 28 settembre:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ore 12:30: Sassuolo vs Udinese (DAZN)</li>



<li>ore 15:00: Pisa vs Fiorentina (DAZN)</li>



<li>ore 15:00: Roma vs Verona (DAZN)</li>



<li>ore 18:00: Lecce vs Bologna (DAZN e SKY)</li>



<li>ore 20:45: Milan vs Napoli (DAZN)</li>
</ul>



<p>Lunedì 29 settembre:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ore 18:30: Parma vs Torino (DAZN)</li>



<li>ore 20:45: Genoa vs Lazio (DAZN e SKY)</li>
</ul>



<h5 class="wp-block-heading">Sabato dovreste guardare Juventus Atalanta</h5>



<p>I bianconeri sono chiamati a tenere il ritmo del Napoli capolista, per farlo dovranno superare l&#8217;Atalanta orfana di Gasperini, e &#8211; forse &#8211; Lookman. Il nigeriano verrà probabilmente inserito in lista, ma certamente non farà parte dell&#8217;undici titolare. La Juventus, dopo aver subito sette gol nelle ultime due gare (portando a casa comunque una vittoria e un pareggio), dovrà dimostrare maggior attenzione difensiva per non sovraccaricare di responsabilità l&#8217;attacco che vede in Yildiz il leader tecnico e in Vlahovic, che fino a poche settimane fa era un divorziato in casa &#8211; un asso nella manica. Dall&#8217;altro lato l&#8217;Atalanta è alla prima vera sfida in serie A contro un avversario di livello, questa partita potrebbe già definire le ambizioni della squadra di Juric, che l&#8217;anno scorso con Gasperini navigava nelle zone altissime della classifica.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Domenica dovreste guardare Milan Napoli</h5>



<p>Discorso simile sulle ambizioni si potrebbe fare per il Milan, ottavo l&#8217;anno scorso, che con l&#8217;arrivo di Allegri e la possibilità di giocare solo in patria (la Serie A e la Coppa Italia), ha messo nel mirino come minimo il quarto posto, e &#8211; con un pizzico di ambizione &#8211; forse anche la seconda stella. Dopo aver sorprendentemente perso punti alla prima in casa contro la Cremonese i rossoneri hanno messo in fila dei risultati positivi, grazie al solito pragmatismo allegriano. Il Napoli capolista dopo aver faticato contro la neopromossa Pisa va a Milano per dimnostrare di essere l&#8217;avversario da battere per la vittoria finale dello scudetto.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Le mie scommesse</h5>



<p>Como vs Cremonese: il Como ha qualità tecnica e l&#8217;ambizione di arrivare in alto, è una gara in cui deve fare i tre punti.</p>



<p>Juventus vs Atalanta: la difesa della Juve ha subito molto nelle ultime gare, e quella dell&#8217;Atalanta non è mai stata solidissima, e in più manca &#8211; di nuovo &#8211; Scalvini; qui giocherei un over 2,5</p>



<p>Cagliari vs Inter: il Cagliari viene da delle ottime prestazioni e l&#8217;Inter è ancora in mezzo al guado tra Inzaghi e Chivu, la quota del pareggio è golosa; qui gioco una doppia chance Cagliari + Pareggio</p>



<p>Sassuolo vs Udinese: non solo non la guarderei neanche sotto minaccia, ma non ci metterei neanche un cent. L&#8217;Udinese era partita forte ma col Milan ha fatto pietà, il Sassuolo è il primo candidato alla retrocessione dopo il Lecce. Può succedere di tutto. Evito.</p>



<p>Pisa vs Fiorentina: derby toscano che torna in scena dopo qualche anno, nerazzurri in gran spolvero nella scorsa gara contro il Napoli, Fiorentina piena di dubbi (anche su Pioli). Potrei sfidare la sorte e puntare sul Pisa vincente.</p>



<p>Roma vs Verona: quota della vittoria della Roma probabilmente troppo bassa, ma non ci sono alternative. Se siete dei perversi come me allora vi dico che vado per il primo gol di Giovane in serie A.</p>



<p>Lecce vs Bologna: il Lecce è forse la peggiore squadra del campionato, quota del Bologna che può essere interessante</p>



<p>Milan vs Napoli: gioco un under 2,5; forse la quota l&#8217;hanno ritoccata al rialzo dopo i due gol presi dal Napoli la settimana scorsa.</p>



<p>Parma vs Torino: anche qui giocherei un under 2,5, mi sembrano due squadre dalla bassa efficienza realizzativa</p>



<p>Genoa vs Lazio: mi giocherei una sconfitta della Lazio, il Genoa in casa mi sembra solido</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/e-venerdi-parliamo-di-calcio/">E’ venerdì, parliamo di calcio</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il pallone d&#8217;oro dalla coscienza di stagno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 15:45:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi ha visto la finale di Champions League con scarto più ampio della storia ha visto anche la faccia di Osmane Dembélé, il nuovo pallone d&#8217;oro, concentrato a pressare il…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha visto la finale di Champions League con scarto più ampio della storia ha visto anche la faccia di Osmane Dembélé, il nuovo pallone d&#8217;oro, concentrato a pressare il portiere avversario con una ferocia che non lasciava spazio a dubbi. La finale è finita 5 a 0 per il suo Paris Saint-Germaine F.C. contro l&#8217;Internazionale di Milano F.C., ed è stata la gara che ha convinto molti &#8211; se non tutti &#8211; che il pallone d&#8217;oro di lì a qualche mese sarebbe stato assegnato proprio a lui, il francese classe 1997.&nbsp;</p>



<p>Il Ballon d&#8217;Or sugella un&#8217;annata in cui Dembélé ha dimostrato di essere fondamentale per la vittoria dei trofei della sua squadra, una stagione sportiva straordinaria che ha visto i parigini vincere il campionato e la coppa nazionale, oltre che la già citata Champions League. Il talento del francese sembrava offuscato negli anni passati al Barcellona, dove ora gioca il suo antagonista, il diciottenne spagnolo Lamine Yamal.</p>



<p>Ousmane, classe 1997, nasce a Vernon, in Normadia, da padre di origine senegalese e madre mauritiana, si forma nelle giovanili del Rennes, esplode nel Borussia Dortmund, dove gioca una sola stagione prima di passare al Barcellona. Lì, come detto, il suo talento sempra annacquarsi, nel mare magnum del talento blaugrana, tra i vari Suarez, Iniesta, Busquets, Ibrahimovic, e ovviamente, sua maestà Lionel Messi. Passa al PSG, ma anche qui la sua stella è offuscata da quella più luminosa di Mbappé, francese come lui, che però passerà al Real Madrid, lasciandolo finalmente libero di brillare in questa stagione appena conclusa che lo ha portato a diventare simbolo della Francia multiculturale. In campo, pochi sanno spostare gli equilibri come lui: accelerazioni devastanti, colpi imprevedibili: queste sono le firme del campione Ousmane, e ci sono sempre state, ma Luis Enrique, il suo allenatore, spostando il suo raggio d&#8217;azione più centralmente vicino alla porta gli ha regalato quella visibilità che solo i gol (tanti e pesanti) portano. È questo che ha fatto scattare quell&#8217;interruttore della luce che lo ha messo al centro del palcoscenico del Pallone d’Oro.</p>



<p>Eppure, accanto al campione, resta l’uomo. Dembélé si è spesso presentato come voce politica, schierandosi contro la destra francese e difendendo pubblicamente valori progressisti di inclusione e giustizia sociale. Il neo pallone d&#8217;oro aveva invitato nel 2024 tutti i francesi ad andare a votare per fermare l&#8217;ascesa politica di Bardella, candidato del partito di Marine Le Pen. Il campione aveva parlato di &#8220;campanelli d&#8217;allarme&#8221; e di &#8220;mobilitazione&#8221; necessaria. Una narrazione che avrebbe potuto (e forse, nel suo pensiero, voluto) accreditarlo anche come guida morale per i giovani tifosi francesi e non solo.&nbsp;</p>



<p>Ma le parole si scontrano sempre coi fatti, e il comportamento indica la natura degli uomini, molto più che le loro parole. L’episodio delle frasi razziste rivolte a dei giapponesi nel 2021 durante un ritiro col Barcellona, non può essere archiviato come una leggerezza. Non era uno sfogo privato, ma un insulto pubblico, documentato, che ha fatto il giro del mondo. Un inciampo che mette a nudo una contraddizione profonda: predicare inclusione e, al tempo stesso, praticare esclusione.</p>



<p>È questa la frattura che accompagna oggi la sua incoronazione. Il Pallone d’Oro non cancella quel passato, semmai lo rende più evidente, perché espone le incoerenze di un campione che non riesce a essere all’altezza delle parole che pronuncia. Si applaude il calciatore, ma si discute l’uomo.</p>



<p>In un calcio sempre più attento all’immagine e al messaggio, il caso Dembélé diventa simbolico: può un campione ergersi a voce morale se non sa prima fare i conti con i propri errori? Oggi, più che un trionfo limpido, la sua vittoria sembra un paradosso: piedi d’oro, coscienza fragile. E un interrogativo che resterà sospeso, ben oltre il clamore del premio.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/il-pallone-doro-dalla-coscienza-di-stagno/">Il pallone d’oro dalla coscienza di stagno</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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