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	<title>Politica italiana - Il Gazzettone</title>
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	<title>Politica italiana - Il Gazzettone</title>
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		<title>Meloni unica lucida nella follia mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 15:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni la nostra Presidente Giorgia Meloni sta venendo attaccata duramente perchè non prende posizione su Donald Trump. L&#8217;assente e inutile opposizione italiana urla che Giorgia deve prendere posizione…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni la nostra Presidente Giorgia Meloni sta venendo attaccata duramente perchè non prende posizione su Donald Trump. L&#8217;assente e inutile opposizione italiana urla che Giorgia deve prendere posizione e criticare duramente il Presidente Americano, rompendo ogni rapporto. E invece no, lei non prende posizione, lei non alza la voce, lei rimane diplomatica, lei glissa. </p>



<p>Perchè Giorgia Meloni non fa come gli altri leader Europei, perchè non fa come Macron<strong><em> Top Gun</em></strong> con i suoi occhiali blu a specchio? </p>



<p>Grazie a Dio la Meloni è una dei pochissimi leader che rimane lucida, attaccare Trump con discorsi esclusivamente ideologici non porterebbe nessun giovamento al nostro paese, anzi. Che ci piaccia o no Donaldone è il capo del governo del paese più potente del mondo, sicuramente non è il presidente più equilibrato e saggio che gli USA abbiano avuto. Donald va assecondato, i matti vanno assecondati e Giorgia, intelligentissima e gigante della politica attuale (anche per mancanza di competitors), sa esattamente come muoversi nella politica internazionale perchè lo sta facendo meglio di tutti i presidenti del consiglio degli ultimi 30 anni. </p>



<p>Purtroppo per i detrattori, purtroppo per la sinistra, la Meloni non sta sbagliando un colpo, e dobbiamo ringranziarla ogni giorno perchè riesce a rimanere diplomatica e non lasciarsi andare ad inuili sparate alla Macron che non porteranno a nulla di buono.</p>



<p>Nel frattempo Trump probabilmente continuerà a sparare a zero su qualsiasi argomento gli venga in mente, sicuramente solo per dimostrare al mondo che lui è il numero uno e, maliziosamente, per innervorsire le borse mondiali che sta cavalcando da quando è salito nuovamente al potere. </p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/meloni-unica-lucida-nella-follia-mondiale/">Meloni unica lucida nella follia mondiale</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La verità sul caso Al-Masri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 21:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per capire cosa è successo al Generale Libico, arrestato in italia e riportato in fretta e furia in Libia, non dobbiamo neanche tanto sforzarci. La questione è cristallina ed estremamente…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-verita-sul-caso-al-masri/">La verità sul caso Al-Masri</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per capire cosa è successo al Generale Libico, arrestato in italia e riportato in fretta e furia in Libia, non dobbiamo neanche tanto sforzarci. La questione è cristallina ed estremamente semplice nonostante il mainstream voglia renderlo cervellotico per buttarla in caciara in polemica con il Governo che, anche stavolta, ha solo protetto gli interessi nazionali. Non si poteva fare altrimenti.</p>



<p>Partiamo inizialmente dal fatto che al giorno d&#8217;oggi è evidente a tutti che gli organismi internazionali sono assolutamente inutili e ignorati da quasi tutti. Inimicarsi uno stato estero con cui abbiamo rapporti economico/strategici per fare contenta un&#8217;istituzione astratta (la Corte Internazionale), è assurdo e controproducente. L&#8217;Italia infatti con la Libia ha enormi rapporti economici e, no, l&#8217;immigrazione c&#8217;entra ma molto poco. Il vero interesse italiano in Libia sono infatti gli enormi impianti di Eni con interessi in gioco strategici, non possiamo farne a meno.</p>



<p>Secondo punto, anche questo da non sottovalutare, è il fattore diplomatico. La diplomazia internazionale è chiara: <em>i panni sporchi si lavano in famiglia</em>. Al-Masri è un <strong><em>Generale </em></strong>Libico, non è una persona qualunque, se viene arrestato  in Italia, deve essere riconsegnato alle autorità libiche, funziona così. Probabilmente quello che è successo in Italia sarebbe accaduto ovunque, sono cortesie tra governi, è la diplomazia.</p>



<p>Terzo fattore, a questa parte del racconto praticamente quasi senza importanza, è il ruolo del Generale nella questione immigrazione. Abbiamo chiesto alla Libia di fare il lavoro sporco per l&#8217;Europa, abbiamo appaltato la nostra sicurezza ad uno stato come immensi problemi, non possiamo indignarci perchè i libici hanno scelto un modo di fare barbaro e atroce, stiamo parlando di Libici, non sono certo la patria dei diritti umani o della filantropia.</p>



<p>Vi ho dato 3 motivi, non uno solo, per giustificare il rientro di Al-Masri in Libia. Se mi dite che non sono motivi validi, siete miopi, troppo idealisti oppure in malafede. La politica internazionale è così complicata che non possiamo mescolarla con l&#8217;ideologie o la religione, la diplomazia è compromesso, Regeni docet.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-verita-sul-caso-al-masri/">La verità sul caso Al-Masri</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Quando lo Stato perde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 16:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;incredibile e ancora più terribile tragedia di Verona, dove hanno perso la vita tre carabinieri, apre profondissimi spunti di riflessione sulla nostra società attuale e sul ruolo delle istituzioni. Negli…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;incredibile e ancora più terribile tragedia di Verona, dove hanno perso la vita tre carabinieri, apre profondissimi spunti di riflessione sulla nostra società attuale e sul ruolo delle istituzioni.</p>



<p>Negli ultimi anni lo Stato si è imposto pesantemente sulla questione sfratti e occupazioni, il motivo è semplicissimo, le leggi e le regole vanno rispettate e vanno fatto rispettare. Se un Tribunale decide che devi sloggiare lo devi fare, perchè lo Stato deve vincere sempre. La gente non può perdere la fiducia nelle istituzioni che non devono mostrarsi deboli.</p>



<p>Lo Stato doveva vincere anche nel piccolo paesino veneto di <strong><em>Castel D&#8217;Azzano</em></strong>, è impensabile che 3 contadini male istruiti e con evidenti problemi mentali tenessero in scacco le istituzioni da anni, l&#8217;interesse pubblico e le leggi sono più forti dei bifolchi, non ci dovrebbe essere alcun dubbio.</p>



<p>E allora dopo alcuni tentativi falliti di far rispettare la legge, lo Stato decide di rispondere facendo lo Stato, facendo la parte del più forte come deve essere. Lo stato manda i carabinieri e la polizia, li manda in forze perchè la pericolosità di quella famiglia di contadini è stata correttamente valutata e stavolta bisogna portare a casa il risultato per dimostrare che lo stato è più forte del singolo.</p>



<p>E invece perde, lo Stato perde nel peggiore dei modi, muoiono tre carabinieri, altri due ricoverati in terapia intensiva, una ventina di feriti. Lo stato che doveva far vedere di essere il più forte viene ferito dai 3 bifolchi di prima che verranno sì arrestati, ma nessun arresto o processo potrà restituire le vite spezzate.</p>



<p>E allora tutto questo porta alla riflessione finale: restituire un immobile ad una banca vale come delle vite umane? La risposta è ovvia. Lasciare quei 3 contadini nella loro abitazione avrebbe fatto perdere lo Stato e la Giustizia che devono vincere sempre. E allora bisognava buttarli fuori. Ma buttandoli fuori lo stato è caduto ancora più rovinosamente spezzando tre famiglie e l&#8217;intera Arma dei Carabinieri. </p>



<p>Il paradosso degno dei migliori filosofi ci deve far pensare, qualche volta bisogna accettare qualche leggera sconfitta, bisogna saper perdere. La battaglia più è cruenta e più vittime porta da una parte e dall&#8217;altra. Col senno di poi quei bifolchi avrebbero potuto restare là, ma nessuno mai avrebbe potuto immaginare un epilogo peggiore di questo.</p>



<p>Certamente da tutta questa tragedia è chiaro chi ne è uscito peggio, lo Stato, tutti noi.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/quando-lo-stato-perde/">Quando lo Stato perde</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Gli LGBTQIA+ stanno tornando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 19:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pare che nel corso della giornata del 9 ottobre si siano udite grida di disperazione in numerosi sedi di partito del “campo largo”. La notizia di un raggiunto cessate il…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pare che nel corso della giornata del 9 ottobre si siano udite grida di disperazione in numerosi sedi di partito del “<em>campo largo</em>”. La notizia di un raggiunto cessate il fuoco a Gaza ha avuto come prima conseguenza quella di distruggere l’attuale campagna elettorale del centro-sinistra che ormai da mesi è incentrata unicamente sul “<em>fermiamo il genocidio</em>”. Ecco ora che il risultato pare essere stato raggiunto tra i dirigenti dei partiti è iniziato a serpeggiare un terrore autentico ed in coro si sono chiesti “e ora di cosa parliamo?”. A ciò va aggiunto che il cessate il fuoco è stato mediato dall’odiatissimo Donaldone e pertanto non si può neanche gioire della notizia. </p>



<p>Che fare quindi? Bhe appare evidente che l’unica strategia percorribile sia il ritorno alle origini perchè va bene il viaggio in flottiglia ma casa è sempre casa e quindi tornare in groppa ai grandi cavalli di battaglia ovvero i diritti lgbtqia+ ed il cambiamento climatico. </p>



<p>Non sarebbe così strano se tra qualche tempo riprendiamo ad assistere alle vecchie litanie su questi due grandi temi ma la domanda da porsi ora è: ma in questi mesi non è successo nulla? Appare curiosa la coincidenza per cui durante la lotta al genocidio siano incredibilmente cessate le aggressioni omobilesbotransfobiche e gli eventi metereologici avversi dovuti al cambiamento climatico. E’ come se non solo la società ma l’intero pianeta abbia rivolto le proprie attenzioni alla questione palestinese entrando in una sorta di bolla temporale in cui sono cessati eventi che fino a poco tempo fa sembravano essere quotidiani. Forse sarà perchè in questi mesi la comunità lgbtqir+ era troppo impegnata a battersi per il riconoscimento della Palestina, nazione in cui loro sarebbero i primi ad essere discriminati, e pertanto non c’è stato modo di denunciare le vessazioni a cui vengono sottoposti nell’illiberale Italia. Stesso dicasi per il nutrito gruppo di ultima generazione, letteralmente scomparso dai media e dalla cronaca perchè impegnato a lottare per la libertà del popolo palestinese. In quest’ultimo caso ci sarebbe da chiedersi: ma se il mondo sta finendo che senso ha impegnarsi a salvare un solo popolo quando sarebbe comunque condannato come tutti all’estinzione?</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/gli-lgbtqia-stanno-tornando/">Gli LGBTQIA+ stanno tornando</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cogito ergo voto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 18:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non che ce ne fosse bisogno, ma le ultime elezioni nelle <strong>Marche</strong> hanno confermato l&#8217;attuale &#8220;<em>stato di grazia</em>&#8221; delle democrazia. Al voto è andata esattamente la metà della popolazione avente diritto quindi c&#8217;è un&#8217;altra metà che ha preferito rinunciare ad esprimere la propria preferenza, sempre che ne avesse una. E&#8217; forse questo il punto, non è detto che chi si astiene lo faccia per una scelta consapevole, potrebbe essere che in realtà non ha la minima idea di cosa fare. Per una volta non voglio puntare il dito addosso alla politica in senso stretto, quanto piuttosto provare a considerare una possibilità diversa dal semplice menefreghismo, ovvero che la gente non va a votare perchè nel corso degli anni è aumentata la percentuale di coloro che non hanno più gli strumenti culturali per farlo. Parto dall&#8217;assunto che per votare bisognerebbe innanzitutto capire, cioè interessarsi e comprendere le dinamiche di base della vita sociale. Ad oggi la politica non è più un programma, ma si manifesta a colpi di slogan e questo perchè è ormai chiaro che &#8220;alla gente&#8221; non interessa più il dibattito in sè ma il titolo, il post sul web&#8230; Azzardo un paragone, oggi chi vota è come colui che acquista il giornale, legge i titoli ma non gli articoli, ovvero si fa un&#8217;idea del tutto solo tramite lo slogan, senza poi approfondire. Ritengo che tutto ciò non accada per semplice disinteresse ma perchè quegli articoli non vengono più compresi dal lettore perchè quest&#8217;ultimo non ha più la capacità di comprenderli, come uno studente impreparato che cerca all&#8217;improvviso di capire una disequazione senza più conoscere le operazioni di base della matematica. </p>



<p>La società ormai da anni è proiettata all&#8217;informazione frenetica, veloce, compulsiva, senza maturare un proprio pensiero critico ma mutuando quello che gli viene propinato &#8220;dalla massa&#8221; (che sia mass media o influencer di turno). In questo senso, emblematica è l&#8217;attuale vicenda di Gaza o anche la recente battaglia ambientalista con migliaia di persone che protestano per un qualcosa che in realtà neanche comprendono fino in fondo. Sposano una causa non perchè ne conoscono i meccanismi ma solo perchè qualcuno li ha convinti che è la cosa giusta da fare. In questo scenario non ritengo sia così sbagliato ritenere che molti evitano l&#8217;urna semplicemente perchè incapaci di capire cosa ci sia dietro a quella scheda elettorale.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/cogito-ergo-voto/">Cogito ergo voto</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ci serve una vera opposizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gio G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 17:02:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo tutti bravi dopo la prevista vittoria del centrodestra nelle Marche a sparare a zero contro il cosiddetto &#8220;campo largo&#8221; di centro sinistra, oramai chiamato da molti &#8220;campo santo&#8221;. Ma…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo tutti bravi dopo la prevista vittoria del centrodestra nelle Marche a sparare a zero contro il cosiddetto &#8220;campo largo&#8221; di centro sinistra, oramai chiamato da molti &#8220;campo santo&#8221;. Ma qualcosa bisogna pur dire a questa sinistra, anche per mero spirito democratico e con lo scopo di sperare in una opposizione almeno in grado di non fare continue figuracce alle urne. Perché sì, per far funzionare una democrazia serve una opposizione che sappia, in un futuro, essere anch&#8217;essa forza di governo. L&#8217;alternanza di idee, visioni e quindi di maggioranze, rende uno stato più sicuro della propria tenuta democratica. </p>



<p>L&#8217;importanza quindi di avere una opposizione credibile e con una prospettiva di governo è semplicemente&#8221;auspicabile&#8221;. Un &#8220;incontro domenicale&#8221; su Radio Radicale tra Pannella e Bordin aiuta a spiegare quanto detto. Siamo tra il 2010-2013, il grande Massimo Bordin all&#8217;epoca direttore di Radio Radicale è in rotta con il suo editore Pannella in quanto quest&#8217;ultimo non concorda con i palinsesti dell&#8217;emittente. Bordin intende dimettersi dalla direzione ma Pannella, a sigaro e microfono acceso, risponde circa così: &#8220;come radicale, il fatto che l&#8217;editore non sia d&#8217;accordo con la Direzione della sua radio è auspicabile&#8221;. Ecco, per me la democrazia è questo, essere a capo o proprietario di qualcosa e &#8220;auspicare&#8221; che qualcuno non sia d&#8217;accordo con te. Il problema é verificare se quel qualcuno esista non solo sulla carta, accertandosi poi che abbia almeno la caratura culturale e morale che aveva il compianto Bordin. E qui l&#8217;affare si complica. </p>



<p>Prima di domandarsi perché uno dovrebbe votare a sinistra in Italia bisognerebbe domandarsi quali sono i bisogni dei cittadini. Non serve essere politicamente lucido come Winston Churchill per capire che da quando esiste l&#8217;elettore, egli chieda al suo eletto principalmente tre cose: un lavoro che gli permetta di mantenere dignitosamente lui e la sua famiglia, che i suoi figli vivano in un mondo migliore del suo e che chi si comporta male abbia una vita più difficile di chi si comporta bene. Fine. E&#8217; quindi necessario che prima di fare un campo largo si decida il prodotto: ma sto campo di cosa lo vogliamo seminare? Di Bandiere bianche, Palestinesi, di manette, di svuotacarceri, di 110%, di reddito di cittadinanza? De che? Qualcuno vuole cortesemente spiegare quale sia il programma di questo &#8220;campo largo&#8221;? Essere uniti con il programma di far cadere la Meloni e madama la marchesa senza null&#8217;altro da dichiarare è garanzia di lunga vita all&#8217;attuale compagine governativa. I 5 stelle ed il Pd vogliono dire chiaramente che vogliono fare sulla sicurezza: Manettari o garantisti? Sul sociale: reddito o incentivi? Sulla politica estera: rapporti con Europa, Usa, Nato. A che punto è la notte?</p>



<p>Insomma, per concludere, sarebbe &#8220;auspicabile&#8221; un bel conclave con tanto di &#8220;extra omnes&#8221; i cui tutti i porporati dell&#8217;opposizione rimanessero chiusi fino a quanto non abbiano a trovare una sintesi di programma condiviso serio da presentare. Sarebbe &#8220;auspicabile&#8221; che lor signori smettessero di essere uniti contro qualcuno, divenendo uniti invece per qualcosa, ovvero per costruire una seria alternativa. Sarebbe &#8220;auspicabile&#8221; essere un partito o avere una idea non per il domani, ma per il dopo domani, ricreare un sogno, un ideale in cui il popolo torni a sognare non cosa faranno i figli, ma i nipoti. Poi, ma solo poi, al limite, sarebbe auspicabile anche vincere. Anzi no scusate, forse sto esagerando.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/ci-serve-una-vera-opposizione/">Ci serve una vera opposizione</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Niente terzo mandato a Zaia, caccia al successore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 16:56:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[zaia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luca Zaia non sarà candidabile alle prossime elezioni regionali in Veneto, previste per il 23 e 24 novembre 2025, a causa del limite dei mandati previsti dalla legge regionale e…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/niente-terzo-mandato-a-zaia-caccia-al-successore/">Niente terzo mandato a Zaia, caccia al successore</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Luca Zaia non sarà candidabile alle prossime elezioni regionali in Veneto, previste per il 23 e 24 novembre 2025, a causa del limite dei mandati previsti dalla legge regionale e confermati dalla Corte Costituzionale. </p>



<h6 class="wp-block-heading">L&#8217;abisso col centrosinistra</h6>



<p>La notizia ha scosso il centrodestra anche a livello nazionale, e ha aperto un acceso dibattito sull’erede designato per guidare la regione nei prossimi cinque anni. Scrivo così perché il Veneto non ha alcuna possibilità di passare al centrosinistra, nelle elezioni che si terranno tra meno di due mesi. </p>



<p>In primis per le condizioni disastrate del centrosinistra nazionale: l&#8217;alleanza col M5S si è già dimostrata fallimentare nelle recenti elezioni regionali marchigiane; l&#8217;approccio sulla guerra a Gaza e i tentennamenti sull&#8217;asse NATO non hanno portato alcun frutto in termini di appeal; e la segretaria innalzata a simbolo di lotta intersezionale non sembra riuscita a portare alcun voto in più al Partito Democratico, spostandolo dalle lotte sociali a quelle sui diritti.</p>



<p>A questo scenario catastrofico all&#8217;interno del centrosinistra va aggiunto che il centrodestra parte già di suo da una posizione di vantaggio incolmabile. Alle ultime elezioni regionali del 2020 Luca Zaia è stato rieletto presidente con una percentuale straordinaria del 76,79% dei voti validi. Questo risultato rappresenta il più alto consenso mai registrato in una regione italiana dal 1995, anno in cui è stata introdotta l’elezione diretta del presidente di regione. Il principale sfidante di Zaia, Arturo Lorenzoni del centrosinistra, aveva ottenuto il 15,72% dei voti. Un abisso.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Niente terzo mandato</h6>



<p>Il regolamento attuale, in linea con la normativa nazionale, impedisce ai presidenti delle giunte regionali di ricoprire più di due mandati consecutivi, misura pensata per evitare la concentrazione del potere e favorire il ricambio politico. Nel caso del Veneto, la legge regionale del 2012 ha recepito questo principio con una precisazione importante: il limite dei due mandati si applica solo ai mandati successivi all&#8217;entrata in vigore di tale legge, cioè a partire dalle elezioni del 2015 in poi. Questo significa che il mandato di Zaia iniziato nel 2010 non viene conteggiato ai fini del limite dei mandati. </p>



<p>Zaia aveva provato a spostare la data delle elezioni o a ottenere una deroga, ma senza successo: il Consiglio di Stato che ha confermato l’obbligatorietà della scadenza elettorale e l’ineleggibilità del governatore uscente.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il fattore Z</h6>



<p>Il solo Zaia rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la coalizione di centrodestra in Veneto, grazie al suo carisma personale, e alla forte popolarità costruita in oltre un decennio di governo. La sua figura traina non solo la Lega, ma l&#8217;intera coalizione, contribuendo a mantenere l’ampio consenso e la coesione tra i diversi partiti che la compongono. Salvini stesso ha più volte definito la &#8220;lista Zaia&#8221; come un valore aggiunto, una risorsa capace di attrarre voti anche al di fuori della tradizionale base elettorale del centrodestra, riducendo così i rischi di dispersione dei consensi.</p>



<p>Senza Zaia come candidato presidente, la coalizione rischia di perdere quel vantaggio di personalizzazione e appeal che ha caratterizzato la sua leadership. La Lega, pur restando il partito più radicato in Veneto con migliaia di iscritti e molti sindaci, vede ridursi il suo ruolo di attrattore rispetto a prima, mentre Fratelli d’Italia, che alle ultime consultazioni ha triplicato i consensi rispetto alla Lega, punta a giocarsi una candidatura autonoma, aumentando la competizione interna.</p>



<h6 class="wp-block-heading">La lotta interna al centrodestra</h6>



<p>Questo scenario ha acceso un dibattito al centrodestra, dove la Lega si trova ora a dover indicare un successore all’altezza. Al momento non c’è una candidatura univoca: tra i nomi circolati spiccano quello di assessori regionali di peso come Roberto Marcato o Elisa De Berti, ma anche figure esterne al consiglio regionale con forte radicamento territoriale e capacità di aggregare le diverse anime leghiste e alleate. Il nodo principale resta però la sfida di mantenere il consenso costruito da Zaia in più di un decennio di governo, specie in un contesto politico nazionale dove la Lega subisce la concorrenza interna di Fratelli d&#8217;Italia.</p>



<h6 class="wp-block-heading">La lista alla successione</h6>



<p>La lista dei volenterosi successori di Zaia è lunga. Il favorito è considerato Alberto Stefani, attuale segretario regionale della Lega in Veneto. Figura di primo piano nel partito, vicino a Matteo Salvini, già assessore regionale, con esperienza consolidata nella politica veneta.</p>



<p>Raffaele Speranzon è un senatore di Fratelli d&#8217;Italia, prospettato come possibile candidato qualora il partito della Meloni spingesse per una candidatura autonoma in Veneto. Figura emergente nel partito, con buoni legami a livello regionale.</p>



<p>Luca De Carlo è un deputato e figura di spicco di Fratelli d’Italia in Veneto, spesso citato come possibile candidato presidente; ha un buon radicamento territoriale e politico nel territorio veneto.</p>



<p>Roberto Marcato è un assessore regionale della Lega con competenze tecniche e di governo, frequentemente menzionato tra i papabili per sostituire Zaia, anche se meno in pole position rispetto a Stefani.</p>



<p>Elisa De Berti è un&#8217;attuale assessora con un ruolo importante nella giunta regionale, donna di spicco all’interno della Lega veneta, potenziale alternativa per la candidatura con capacità di aggregare i moderati.</p>



<h6 class="wp-block-heading">La filosofia dietro la scelta</h6>



<p>Sul piano politico, il dibattito va oltre la mera scelta del candidato. Alcuni nel centrodestra spingono per un profilo più “moderato” e istituzionale, che possa garantire stabilità e continuità amministrativa, mentre altri tifano per volti più “nuovi” e dinamici, capaci di mobilitare elettorato giovane e moderare l&#8217;appeal di eventuali sfidanti del centrosinistra o di forze populiste.</p>



<p>Zaia, da parte sua, continua a godere di un grande consenso personale e non esclude di restare un punto di riferimento politico, ma sempre fuori dalla corsa elettorale per la presidenza. L’eredità politica e il futuro del Veneto si giocano dunque ora sulla capacità del centro-destra di trovare una nuova leadership capace di raccogliere e rilanciare l’eredità di un presidente che ha segnato un’epoca.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/niente-terzo-mandato-a-zaia-caccia-al-successore/">Niente terzo mandato a Zaia, caccia al successore</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sei nuovi bonus per aiutare le famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 16:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bonus]]></category>
		<category><![CDATA[bonus elettrodomestici]]></category>
		<category><![CDATA[bonus psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[carta famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo dell’autunno si apre una nuova e immancabile stagione di bonus per le famiglie italiane. Il governo ha destinato 1,7 miliardi per sei nuovi aiuti economici, ognuno disegnato con…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’arrivo dell’autunno si apre una nuova e immancabile stagione di bonus per le famiglie italiane. </p>



<p>Il governo ha destinato 1,7 miliardi per sei nuovi aiuti economici, ognuno disegnato con la consueta precisione burocratica che tutti amiamo: regole complicate, fondi limitati, e una corsa contro il tempo per presentare domanda prima che il portafoglio della Pubblica Amministrazione si svuoti.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Bonus psicologo: l’aiuto per la salute mentale</h6>



<p>Se la pandemia vi ha lasciato qualche segno, ecco un bonus fino a 1.500 euro per fare sedute di psicoterapia, a patto che abbiate un reddito non troppo alto. Ma attenzione, i soldi bastano per poco più di 6mila persone, quindi sarà una sorta di lotteria sociale. </p>



<h6 class="wp-block-heading">Bonus elettrodomestici: rottama e risparmia</h6>



<p>Volete cambiare la vecchia lavatrice o il frigorifero? Potete ottenere uno sconto fino al 30% (max 100 euro) se siete veloci a fare domanda e se rottamate il vecchio apparecchio. Dietro a questo bell’aiuto c’è una piattaforma elettronica gestita da enti pubblici, così la burocrazia festeggia con un altro click day, l’evento social più atteso dell’anno per chi non ha niente da fare.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Bonus per le mamme lavoratrici</h6>



<p>Fate la bella vita perché vivete con un reddito da lavoro sotto i 40mila euro e almeno due figli a carico? Potete portare a casa una tantum 480 euro, ma dovete aver lavorato tutto l’anno e fare richiesta all’Inps, sperando che il sistema non vi faccia impazzire prima. Colf e badanti invece possono restare fuori dai giochi, perché anche la solidarietà sociale dello Stato rispetta l&#8217;ordine delle classi sociali.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Bonus auto elettrica e mobilità green</h6>



<p>Gli incentivi per chi compra un’auto elettrica (fino a 11mila euro) sono pensati soprattutto per chi vive in alcune aree urbane e ha un reddito basso. Insomma, una filosofia “verde” che vi fa spendere tutti i soldi che avete messo da parte, se ne avete l&#8217;inclinazione. Continua a mancare: colonnine di ricarica e una tariffa europea di acquisto di KWH, ricaricare alle colonnine fast oggi non conviene affatto.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Carta “Dedicata a te” e Dote Famiglia</h6>



<p>La &#8220;Carta Dedicata a Te&#8221; è un bonus di 500 euro in forma di carta prepagata, destinato a nucleo familiari con ISEE sotto 15.000 euro, per comprare beni alimentari essenziali. Niente alcolici perché lo Stato deve insegnarti sempre come spendere i soldi, e &#8211; se li vinci a questa lotteria &#8211; devi usarli per forza entro febbraio 2026.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il “click day”: la gara al bonus</h6>



<p>Come per tutte le cose belle in Italia, i fondi sono limitati. Chi si siede davanti al pc al momento giusto può sperare di portarsi a casa qualcosa; gli altri si arrabattino a lavorare 8 ore al giorno, e ringrazino il loro Dio di avere un reddito.</p>



<h6 class="wp-block-heading">L&#8217;unico bonus buono è il taglio delle imposte (che non avverrà)</h6>



<p>Quella dei bonus è la ciliegina sulla torta del “welfare temporaneo”. Un sistema che, per quanto benintenzionato, non fa altro che mantenere le famiglie dipendenti da provvidenze statali sempre in bilico, con regole che cambiano come il vento e fondi insufficienti per far fronte alle vere necessità.</p>



<p>L’apparato statale si diletta a distribuire briciole, costruendo un teatrino della “solidarietà” che non affronta il problema di fondo, cioè la libertà economica e la capacità di autonomia delle persone. Questi sussidi, frutto di anni di interventi frammentari, mantengono il cittadino nella condizione di “beneficiario” piuttosto che di protagonista della propria vita economica.</p>



<p>La corsa al click day ne è la metafora più calzante: l’accesso a questi aiuti è affidato più al caso e alla velocità della connessione che a un reale bisogno o merito, acuendo le disuguaglianze.</p>



<p>Sarebbe forse più utile, e soprattutto più giusto, pensare a una riduzione drastica degli obblighi e della tassazione che frenano le famiglia, restituendo fiducia e libertà di investimento e spesa.</p>



<p>Questi bonus, come tutti i bonus, rappresentano la conferma che il sistema economico attuale preferisce distribuire qualche briciola piuttosto che liberare davvero le capacità produttive delle famiglie e dei singoli.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/sei-nuovi-bonus-per-aiutare-le-famiglie-italiane/">Sei nuovi bonus per aiutare le famiglie italiane</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Due manifestazioni, un solo odio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 17:46:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Nuova]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Potere al Popolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi sabato 27 settembre a Bologna si terranno due presidi per Gaza, distanti pochi chilometri ma lontanissimi nel pensiero politico. Alle 19:30, in piazza della Pace, sventolerà lo striscione di…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sabato 27 settembre a Bologna si terranno due presidi per Gaza, distanti pochi chilometri ma lontanissimi nel pensiero politico. </p>



<p>Alle 19:30, in piazza della Pace, sventolerà lo striscione di Forza Nuova con il suo segretario nazionale Roberto Fiore sul palco, che guida un “presidio antisionista” con chiara connotazione di estrema destra. </p>



<p>A poche centinaia di metri di distanza, invece, alle 18:00 a Porta Lame, si raduneranno gli antifascisti di Potere al Popolo e Cambiare Rotta per una contromanifestazione, esplicitamente contro la presenza di Forza Nuova e con lo slogan “Antifascismo è antisionismo. Fuori Fiore e fascisti da Bologna”.</p>



<p>È un curioso spettacolo della politica locale, che sembra incarnare alla perfezione la horseshoe theory: gli estremi opposti dell’arco politico – estrema destra e estrema sinistra – tendano paradossalmente ad assomigliarsi più di quanto non somiglino ai moderati. </p>



<p>Così, due mondi agli antipodi, sventolando bandiere diametralmente opposte, si uniscono nell&#8217;odio contro Israele.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/due-manifestazioni-un-solo-odio/">Due manifestazioni, un solo odio</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;Flotilla&#8221;: l&#8217;utile gazzarra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gio G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2025 14:32:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizialmente partita con derisione, addirittura perculata da molti, la &#8220;Flotilla&#8221; nel giro di pochi giorni è passata da essere considerata una inutile gazzarra a qualcosa di più importante che una…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/flotilla-lutile-gazzarra/">“Flotilla”: l’utile gazzarra</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Inizialmente partita con derisione, addirittura perculata da molti, la &#8220;Flotilla&#8221; nel giro di pochi giorni è passata da essere considerata una inutile gazzarra a qualcosa di più importante che una classica iniziativa sinistrorsa. </p>



<p>Composta da attivisti e parlamentari, da giorni sta imponendo la guerra a Gaza sempre in prime time, una luce sempre accesa sul quel che succede in Palestina, dove civili di ogni età e condizione si vedono costretti a decidere se fuggire o morire. </p>



<p>Con l&#8217;attacco dei droni la questione ha poi riempito sia le pagine dalla cronaca che della politica, facendo riorganizzare palinsesti televisivi e pagine dei quotidiani. Se a questo aggiungiamo che l&#8217;iniziativa, con la &#8220;cortese&#8221; collaborazione di <strong><em>Israele</em></strong>, ha portato a smuovere il Ministro Tajani e a far incazzare il Ministro Crosetto, con tanto di invio di una nave da guerra a &#8220;tutela” (mecojoni!), si può sicuramente affermare che l&#8217;iniziativa della Flotilla ha già raggiunto il suo vero scopo: mantenere alta l&#8217;attenzione su quanto accade in Palestina e far cambiare linea politica al Governo italiano (ri-mecojoni!). </p>



<p>Se a questo aggiungiamo che sono in corso trattative per la consegna degli aiuti tramite il Patriarca di Gerusalemme, con un quadrangolare di confronto Governo-Vaticano-Flotilla-Israele, ecco che si capisce il peso politico ed istituzionale a cui è arrivata ad oggi la faccenda. La gazzarra, in questo caso, comunque finisca, è stata utile.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/flotilla-lutile-gazzarra/">“Flotilla”: l’utile gazzarra</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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