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	<title>Motori - Il Gazzettone</title>
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	<title>Motori - Il Gazzettone</title>
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		<title>Nuova Fiat 500 ibrida, ci siamo quasi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 19:23:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo ormai abituati alle quasi sufficienze di casa Stellantis, questa poteva essere la volta buona per sfornare un prodotto eccellente, e invece no. Abbiamo ormai capito tutti che il tallone…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo ormai abituati alle quasi sufficienze di casa Stellantis, questa poteva essere la volta buona per sfornare un prodotto eccellente, e invece no.</p>



<p>Abbiamo ormai capito tutti che il tallone di Achille del gruppo è la tecnica dei motori, la nuova 500 non cambia il trend. Peccato perchè stavolta il design era azzeccatissimo, la nuova 500 (prima solo elettrica) è stupenda, bellissimi gli interni, meraviglioso l&#8217;esterno. Si differenzia dalla versione elettrica per una piccola feritoia sotto il logo frontale, essenziale per raffreddare il motore termico.</p>



<p>Ma il motore no, non ci siamo, come al solito. Il 1.0 Firefly da 65 cv, nonostante sia tecnicamente FIAT (finalmente non hanno montato il Puretech francese) è certamente sottodimensionato alla vettura, più pesante della precedente perchè costruita sulla piattaforma elettrica. La vettura è goffa e non ha lo sprint che ci si aspetterebbe da un&#8217;icona italiana. Probabilmente il 1.4 T-Jet sarebbe stato il motore perfetto, con i suoi 95 cv o ancora meglio il turbo da 120 cv per i maschietti appassionati di motori. Speriamo tutti nella versione termica Abarth, ma probabilmente resteremo delusi. </p>



<p>Le competitors del segmento viaggiano tutte sui 100 cv, una potenza dignitosa che consente di fare anche piccoli viaggi. C&#8217;è da dire però che il cliente generico medio della 500 sono le donne che poco si interessano di tecnica e di cavalleria, sicuramente in FIAT avranno fatto questo tipo di ragionamento, ma il prodotto è incompleto. Puntare solo su una fascia di clientela è una strategia perdente per questa iconica vettura.</p>



<p>Concludiamo dicendo che comunque è già un successo che il motore sia italiano, anche se 3 cilindri. Adesso aspettiamo con ansia una versione più potente che possa far innamorare tutti, anche quelli che se ne intendono di auto, ridateci i 4 cilindri.</p>



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		<title>Quando i cinesi osano&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 17:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sta girando in queste ore il reel esilerante della figuraccia di Chery, la casa automobilistica cinese che vuole sfidare i giganti europei, in questo caso la Land Rover, il risultato…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sta girando in queste ore il reel esilerante della figuraccia di <strong><em>Chery</em></strong>, la casa automobilistica cinese che vuole sfidare i giganti europei, in questo caso la Land Rover, il risultato è imbarazzante.</p>



<p>Nel 2019, Land Rover con la sua <strong><em>Range</em></strong>, ci delizia con un&#8217;impresa quasi impossibile, scalare i 1000 gradini della <strong>Strada del Dragone</strong> con un SUV. Il bestione inglese arriva fino in cima senza neanche batter ciglio, scrivendo la storia dell&#8217;automobilismo.</p>



<p>Oggi, i cinesi di Chery, per dimostrare che le autovetture orientali sono come le europee, tentano la stessa impresa. Il gigantesco SUV elettrico inizia la scalinata ma a metà, qualcosa si rompe, maldestramente l&#8217;auto scivola giù e distrugge pure il muretto millenario patrimonio dell&#8217;Umanità, fantastico.</p>



<p>Questo è l&#8217;ennesimo esempio di cosa siano i veicoli cinesi, tutta apparenza, poca sostanza, tanta tecnologia, pochi collaudi. La figuraccia del costruttore cinese è epica come l&#8217;impresa che voleva tentare, ci dimostra ancora una volta che è facile copiare i design, difficile copiare esperienza di anni di automobilismo. Land Rover, per quanto di proprietà degli indiani di TATA, può comunque contare su progettisti e ingegneri europei che sanno esattamente cosa fare. Anche se la figuraccia col motore Inginium è ancora nella memoria di tutti, Land Rover è lo stato dell&#8217;arte per quanto riguarda pianali e robustezza. </p>



<p>I cinesi sfornano decine di nuovi modelli di auto ogni anno, ad un ritmo forsennato, questo significa solo una cosa, non collaudano. Progettano i loro veicoli usando software e simulatori, costruiscono il veicolo in quattro e quattrotto e non perdono tempo nei test, essenziali. Gli altri costruttori internazionali, prima di lanciare sul mercato un nuovo mezzo, lo testano per centinaia di migliai di chilometri, in ogni condizione climatica, il veicolo viene corretto e ricorretto e poi raggiunge il cliente. </p>



<p>Nonostante il livello raggiunto dalle autovetture cinesi sia abbastanza elevato (probabilmente in design e qualità degli interni sono perfino avanti agli altri), la strada per raggiungere Europei e Giapponesi è ancora lunga e irta di ostacoli.</p>



<p>Probabilmente però questa sarà una enorme lezioni per i cinesi, da cui sicuramente trarranno insegnamento visto che, comunque, sono molto ma molto intelligenti, probabilmente più di noi, che continuamo ad inanellare errori su errori, soprattutto il gruppo Stellantis. </p>



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		<title>La piattaforma &#8220;Giorgio&#8221; potrebbe rimanere fino al 2035</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 12:04:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non siamo più abituati a buone notizie per quanto riguarda il mondo dell&#8217;automotive, ma forse stavolta il mondo degli appassionati di auto potrebbe stappare una bottiglia di champagne, anzi, di…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-piattaforma-giorgio-potrebbe-rimanere-fino-al-2035/">La piattaforma “Giorgio” potrebbe rimanere fino al 2035</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non siamo più abituati a buone notizie per quanto riguarda il mondo dell&#8217;automotive, ma forse stavolta il mondo degli appassionati di auto potrebbe stappare una bottiglia di champagne, anzi, di italianissimo <strong>Franciacorta</strong>.</p>



<p>Sta girando in questi giorni, la notizia che l&#8217;italiana piattaforma <strong><em>&#8220;Giorgio&#8221;</em></strong> capolavoro di ingegneria dell&#8217;era Marchionne, potrebbe restare fino al 2035. Il totale cambio di strategia da un mondo solo elettrico, che stenta (per essere buoni) a decollare, porta la dirigenza <em>Stellantis </em>a rivedere completamente il piano per pensionare la miglior piattaforma in assoluto per vetture termiche. La piattaforma STLA, pensata come solo elettrica, non entusiasma gli addetti ai lavori e il poco interesse del mercato per vetture solo elettriche obbliga a nuove strategie.</p>



<p>La piattaforma Giorgio quindi potrebbe rimanere almeno fino al 2035, sono stati spesi miliardi di euro per la progettazione della piattaforma e le timide vendite di Giulia e Stelvio non sono riuscite a portare nelle casse di Alfa Romeo abbastanza soldi per rifondere le risorse investite.</p>



<p>Finalmente una buona notizia, soprattutto per gli alfisti veri (ma anche per chi se ne intende veramente di auto e piacere di guida), forse potremmo guidare, anche nel prossimo decennio, mezzi che riescano ancora a trasmettere passioni ed emozioni. Ovviamente la piattaforma non può essere abbinata ad un disastroso motore di progettazione francese e potremmo avere ancora <strong><em>Alfa Romeo</em></strong> con veri motori a benzina (il Nettuno? Speriamo).</p>



<p>Ennesima retromarcia di Stellantis, ennesima figuraccia di un management assolutamente inadeguato.</p>



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		<title>La BMW che non vorresti mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2025 10:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se il downsizing su autovetture piccole o low-cost, potrebbe avere un senso (anche se sono contro i 3 cilindri sempre e comunque), montare un 3 cilindri su un BMW è…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-bmw-che-non-vorresti-mai/">La BMW che non vorresti mai</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se il downsizing su autovetture piccole o low-cost, potrebbe avere un senso (anche se sono contro i 3 cilindri sempre e comunque), montare un 3 cilindri su un BMW è una bestemmia, urlata anche.</p>



<p>BMW propone la nuova BMW X1, un bestione da 1 tonnellata e mezzo, con il motore 1499 benzina a 3 cilindri, a trazione anteriore. Non bisogna essere un esperto di automobili per capire che fare un BMW a 3 cilindri e trazione anteriore non ha assolutamente nulla di BMW, a parte il prezzo.</p>



<p>Il marchio bavarese è stato sempre declinato come marchio sportivo, e affidabile, ma stavolta i managers tedeschi hanno pensato solo al profitto, pronti evidentemente ad accettare critiche inevitabili.</p>



<p>Se andate sul sito BMW e cercate di configurare la nuova X1, nella pagina &#8220;<strong><em>motorizzazioni</em></strong>&#8221; non troverete nessun dettaglio riguardo al propulsore del piccolo SUV, se non la potenza. Il motivo è ovvio, si vergognano anche loro di proporre un veicolo così pesante spinto da un 1500 (scarso) con 136 cavalli e nemmeno l&#8217;aiuto dell&#8217;elettrico. Modello che parte da un prezzo di 44.000 € a cui dovete per forza aggiungere qualche optional per un prezzo finale vicino ai 50k.</p>



<p>BMW si salva solo perchè propongono il fenomenale 2.0 Diesel da 163 cv che funziona ottimamente, consuma poco e probabilmente è l&#8217;unica versione appetibile al mercato Europeo (Fan green esclusi). Il modello a gasolio da 163 cavalli ci costringe a staccare un assegno da 50.000 euro, se vogliamo risparmiare 4000 euro però cè la versione <strong><em>entry</em></strong> da 150 cv. Per la versione 2.0 D da 163 cavalli a trazione integrale (l&#8217;unica da prendere in considerazione secondo me) il prezzo parte da 51.300 € optional esclusi, per un veicolo abbastanza completo sappiate che i 60 mila sono presto raggiunti.</p>



<p>Con la proposta 3 cilindri, BMW mette sul mercato un veicolo che di BMW non ha assolutamente nulla ma che va solo a minare la reputazione del marchio. Perchè non proporre solo una versione elettrica, una a gasolio e un ibrido serio? Cosa combini BMW?</p>



<p>O i costruttori europei ritornano alla qualità e ai motori fatti bene, oppure la Cina continuerà ad avere vita facilissima nel mercato Europeo.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-bmw-che-non-vorresti-mai/">La BMW che non vorresti mai</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nuova Jeep Compass, vecchi errori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 18:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi sperava nel brand Jeep per uscire dalla situazione disastrosa di Stellantis, rimarrà deluso, è stato finalmente presentato il nuovo modello che va a sostituire un&#8217;ottima vettura, apprezzata e venduta.…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi sperava nel brand <strong><em>Jeep</em></strong> per uscire dalla situazione disastrosa di Stellantis, rimarrà deluso, è stato finalmente presentato il nuovo modello che va a sostituire un&#8217;ottima vettura, apprezzata e venduta.</p>



<p>Il SUV quasi di punta del marchio (Il Grand Cherookee in Italia vende pochissimo perchè troppo costoso) è un modello essenziale per le vendite del marchio franco-italiano, è una vettura poliedrica che ha saputo catturare il pubblico europeo e americano per la sua buona abitabilità, le sue ottime rifiniture e il discreto confort di guida. Con il rinnovo del modello, non si poteva sbagliare, e invece&#8230;</p>



<p>Su tutte le testate specializzate di motori, si cerca di non menzionare le caratteristiche della versione endotermica, tutti parlano di un e-hybrid da 145 cv, quasi nessuno approfondisce. Il motivo è presto detto, il motore è il 1.2 3 cilindri &#8220;<strong>Puretech</strong>&#8221; che Stellantis cerca di non menzionare mai, il tanto vituperato propulsore qui proposto in versione 136 cv abbinato ad un motore elettrico da 21 KW. E una versione Plug-In? Incredibilmente non prevista, al momento, c&#8217;è solo l&#8217;elettrico da 213 cv in alternativa alla sola e unica motorizzazione benzina. Il Puretech era un motore da dimenticare, invece viene riproposto su tutte le vetture del marchio, dalla Grande Panda alla Compass.</p>



<p>Ma davvero? Una macchina così pesante pensata con un motore 1.2 a 3 cilindri? Solo 213 cavalli per la versione elettrica con 500 km di autonomia dichiarata? Sappiamo tutti che sulla strada l&#8217;autonomia dell&#8217;elettrica si attesterà sui 400 km.</p>



<p>Stellantis continua a sbagliare tutto, senza contare che la versione 4&#215;4 che DOVEVA essere proposta al lancio, attualmente non è in listino, arriverà, speriamo, ma è un errore incredibile proporre un fuoristrada di queste dimensioni senza trazione integrale. Sicuramente sarà proposto in futuro con la versione 4xE che non entusiasma il pubblico italiano ma è comunque una discreta soluzione di trazione integrale.</p>



<p>Nel frattempo i competitors (Nissan, Subaru e Toyota) continuano a proporre motori 4 cilindri ben più robusti. Le tedesche non le menzioniamo perchè sono di un&#8217;altra fascia di prezzo.</p>



<p>Nel frattempo i grandi gruppi di concessionari del gruppo Stellantis, cercano di diversificare la loro proposta con marchi cinesi discutibili, per cercare di vendere qualche auto, tempi duri anche per loro.</p>



<p>Avenger è l&#8217;unico modello che traina il marchio ormai, con qualche problema di affidabilità riportato e l&#8217;immancabile motore Puretech.</p>



<p>Aspettiamo con ansia il prossimo fallimento del gruppo, ormai è un appuntamento imperdibile.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/nuova-jeep-compass-vecchi-errori/">Nuova Jeep Compass, vecchi errori</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Montezemolo, una storia tutta italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 10:45:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni è stato presentato un documentario dedicato alla vita di Luca Cordero di Montezemolo e questo evento mi ha fornito alcuni spunti di riflessione. Per chi come me…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è stato presentato un documentario dedicato alla vita di <strong><em>Luca Cordero di Montezemolo</em></strong> e questo evento mi ha fornito alcuni spunti di riflessione. Per chi come me ha fissato i primi ricordi del mondo dei motori ed in particolare della Formula 1 a partire dagli anni 90, Montezemolo non è stato semplice il capitano di un team ma è stato &#8220;la Ferrari&#8221; al pari, se non più, del mito di Michael Schumacher. Questa affermazione non è di carattere meramente soggettivo perchè ci sono i numeri che non tradiscono e non mentono mai. Sotto la gestione Montezemolo la Ferrari ha vinto 19 titoli mondiali tra costruttori e piloti, non solo, ma prima del suo avvento l&#8217;ultimo titolo piloti era stato vinto da un certo Niki Lauda nel 1977 ovvero 21 anni prima dell&#8217;avvento del kaiser tedesco. In uno scenario &#8220;normale&#8221; oggi l&#8217;immagine di Montezemolo dovrebbe essere scolpita sui muri di Maranello al pari di quella di Enzo Ferrari (non a caso fu proprio quest&#8217;ultimo a portarlo con se come assistente) ma in realtà sulla sua figura è stato steso il velo dell&#8217;oblio. Montezemolo non solo non viene ricordato, né celebrato, ma per sua stessa ammissione è stato completamente estraniato dalla storia della Ferrari.  </p>



<p>La vicenda Montezemolo ci dice molto dell&#8217;Italia attuale, un Paese che non produce più figure imprenditoriali di rilievo e che addirittura affossa e dimentica i grandi del passato. Dopo di lui in Ferrari è arrivato Marchionne (altro gigante dell&#8217;imprenditoria purtroppo prematuramente scomparso) ed inifine John Elkann il rampollo di casa Agnelli. Cosa è accaduto alla Ferrari in questi ultimi venti anni? Bhe credo che la parola più idonea per descriverla sia <strong>FALLIMENTO</strong>. Si è vero, le auto continuano ad essere vendute ma in questo senso aiuta molto la potenza del brand, brand che inutile dire è stato portato al massimo splendore proprio sotto la gestione Montezemolo. La gestione Elkann ci racconta di ripetuti e sistematici fallimenti dal punto di vista sportivo, cambiano i piloti, i manager, gli ingegneri, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti.  </p>



<p>Nel dopoguerra questo Paese è stato protagonista di una scalata economico-sociale portentosa e ci ha visto protagonisti in vari settori. Oggi quella nazione non c’è più, le grandi figure imprendtioriali sono scomparse e con loro il fiore all’occhiello della nostra industria … Magneti Marelli, Fiat (ancora Elkann), Olivetti le aziende statali come Sip, Enel sono solo alcuni esempi.</p>



<p>La vicenda Montezemolo è la tipica storia italiana perché ci ricorda l’abitudine acquisita dal nostro sistema economico imprenditoriale che cerca in ogni modo di far dimenticare il passato per non far impallidire il presente.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/montezemolo-una-storia-tutta-italiana/">Montezemolo, una storia tutta italiana</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo stabilimento di Stellantis a Cassino fermo per colpa del green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 18:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una volta era il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;automotive italiano, quando c&#8217;era il grandissimo Marchionne era lo stabilimento più produttivo d&#8217;Europa, adesso Stellantis lo ferma per mancanza di ordini. Nel gigantesco stabilimento…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/lo-stabilimento-di-stellantis-a-cassino-fermo-per-colpa-del-green/">Lo stabilimento di Stellantis a Cassino fermo per colpa del green</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta era il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;automotive italiano, quando c&#8217;era il grandissimo Marchionne era lo stabilimento più produttivo d&#8217;Europa, adesso Stellantis lo ferma per mancanza di ordini. </p>



<p>Nel gigantesco stabilimento laziale, è più grosso del paese da cui prende il nome, si producono 3 modelli dell&#8217;ex gruppo FCA: Alfa Romeo Giulia, Stelvio e Maserati Grecale. Questi 3 modelli, progettati nell&#8217;era Marchionne, sono dei capolavori di ingegneria e meccaninca, attualmente ancora delle automobili migliori per design (anche se un pò invecchiato), telaistica, motori e piacere di guida. Chi sa qualcosa di macchine e ha guidato una Giulia, fatica a trovare un modello con un feeling di guida così bilanciato, migliore anche delle tedesche più blasonate. Stelvio è un ottimo prodotto, anch&#8217;esso ingegnerizzato nel migliore dei modi, con qualche scivolone sul design.</p>



<p>Perchè la colpa è del green? Perchè maldestramento i vertici di Stellantis avevano deciso di lanciare le nuove Giulia e Stelvio solo elettriche, i modelli sarebbero dovuti arrivare nelle concessionario l&#8217;anno prossimo ma hanno dovuto cambiare idea. La shitstorm caduta su Stellantis da parte degli affezionati al marchio per l&#8217;addio ai motori endotermici è solo contorno, la vera questione è l&#8217;assenza di mercato delle auto a batteria. Non le vuole quasi nessuno, tantomeno un appassionato di auto vere, Alfa Romeo non è un automobile, è una passione.</p>



<p>Alfa e Giulia non hanno venduto come aveva ipotizzato Marchionne, purtroppo. Forse non sono stata capite bene, forse costavano (e costano) troppo, forse il cliente non voleva pagare come una tedesca un&#8217;italiana con questioni passate dovute all&#8217;affidabilità, forse si potevano curare meglio i dettagli. </p>



<p>Le nuove ammiraglie del biscione dovrebbero uscire ora nel 2027, con motori ibridi. Dovrebbero perchè sviluppare due prodotti così importanti non ammette errori, che continuano a commettere. Difficile vedere le due nuove alfa prima del 2028.</p>



<p>La colpa comunque non è solo di Stellantis che ha sbagliato tutto quello che poteva, ma anche dell&#8217;Europa e delle sue folli leggi sul green per un 2035 troppo vicino. Adesso stanno cominciando a svegliarsi i brand europei di auto facendo sentire il loro disappunto alla UE, troppo tardi, troppi posti di lavoro persi, troppe auto cinesi entrate a gamba tesa approffitando della nostra totale assenza di visione.</p>



<p>Stellantis non può piu sbagliare ancora, ma per esperienza lo farà.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/lo-stabilimento-di-stellantis-a-cassino-fermo-per-colpa-del-green/">Lo stabilimento di Stellantis a Cassino fermo per colpa del green</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Perchè la FIAT è ridotta così</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2025 19:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sembra incredibile ma il disastro FIAT è sotto gli occhi di tutti, la classe dirigente che si alterna da anni non riesce a cambiare rotta anzi, è riuscita perfino a…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra incredibile ma il disastro FIAT è sotto gli occhi di tutti, la classe dirigente che si alterna da anni non riesce a cambiare rotta anzi, è riuscita perfino a peggiorare. Tutte le scelte sono state sbagliate, tutte. </p>



<p>Quando qualcuno in passato comprava una FIAT, lo faceva per 3 motivi: il prezzo (basso), il motore (indistruttibile) e il brand (l&#8217;affezione). Questi 3 semplicissimi motivi riuscivano a vendere in Italia (e qualcosa anche all&#8217;estero) milioni di vetture del marchio Torinese. Ma adesso è tutto finito, perchè?</p>



<p>Beh in realtà la risposta è già nelle righe qui sopra, il prezzo delle italiane è aumentato a dismisura, fuori mercato a confronto di brands come Dacia o le coreane. I motori fanno letteralmente schifo, l&#8217;abbandono dei meravigliosi propulsori italiani per fare posto al Puretech francese, ha fatto perdere fiducia del consumatore nel marchio, i problemi del Puretech sono sotto gli occhi di tutti e non sembrano finiti dopo l&#8217;adozione della catena al posto della cinghia di distribuzione. L&#8217;affezione verso i marchi italiani è scemata dopo i problemi ai motori e alla condivisione di piattaforme e design con i francesi, l&#8217;Alfa Romeo Junior ne è l&#8217;esempio lampante, design Peugeot e motore 1.2 Puretech 3 cilindri (bestemmia su un&#8217;auto del Biscione). </p>



<p>Per continuare, la proposta di modelli attuale è tremenda. Sparita la 500X, veicolo amatissimo e affidabile. Sparita la TIPO 2 volumi, apprezzatissima anch&#8217;essa e con un design tutt&#8217;ora piacevole. Spariscono completamente i motori a gasolio, rimasto solo sulla TIPO 3 volumi, orrenda che non vuole nessuno se non qualche pensionato. Fino a qualche settimana fa la 500 era solo in versione elettrica, annientando completamente le vendite della piccolina più amata d&#8217;Italia, solo da pochi giorni è rientrata in listino la versione ibrida benzina. La Grande Panda, piacevole nel design, stenta a decollare a causa del prezzo molto alto e al motore Puretech che tanto spaventa ancora i consumatori, manca la versione integrale, obbligatoria sull&#8217;auto di punta del marchio FIAT. Solo la Pandina continua a vendere, privata del motore multijet e la trazione 4X4 che ha fatto innamorare gli italiani. </p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="593" height="446" src="https://www.ilgazzettone.it/wp-content/uploads/2025/09/fiat1.jpg" alt="" class="wp-image-182" srcset="https://www.ilgazzettone.it/wp-content/uploads/2025/09/fiat1.jpg 593w, https://www.ilgazzettone.it/wp-content/uploads/2025/09/fiat1-300x226.jpg 300w" sizes="(max-width: 593px) 100vw, 593px" /></figure>
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<p>Qui sopra i modelli attualmente in vendita in Italia, togliendo Topolino e Doblò che non vendono praticamente nulla, l&#8217;offerta della FIAT si limita a 5 modelli, 2 dei quali vecchi di 10 anni (Panda e Tipo), offerta assolutamente inconsistente in un mercato dell&#8217;auto difficilissimo. La 600 è una vettura piacevole e ben fatta che però non ha saputo catturare gli italiani a causa del prezzo (anche se spesso in forte sconto) e sicuramente la motorizzazione (Puretech).</p>



<p>Il rilancio del marchio potrebbe accadere facilmente con semplici cambi di rotta, motori italiani, il ritorno del Diesel, il ritorno della trazione integrale su Grande Panda (meccanica non elettrica già vista su Avenger), ritorno di un modello Station Wagon e il ritorno di una 2 volumi piacevole (Tipo), ma soprattutto, RIDATECI IL GPL!</p>



<p>Ovviamente in tutto questo è facilissimo dare la colpa all&#8217;Europa, ma l&#8217;unica responsabile del disastro è la classe dirigente di FIAT, manca la visione, i manager di oggi pensano solo al profitto a brevissimo termine tanto ogni 2-3 anni cambiano azienda, dopo averla distrutta. In tutto questo sembra che gli Elkann sembrino sempre più disinteressati all&#8217;automotive, vedesi recente vendita di IVECO.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/perche-la-fiat-e-ridotta-cosi/">Perchè la FIAT è ridotta così</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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