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	<title>Esteri - Il Gazzettone</title>
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	<title>Esteri - Il Gazzettone</title>
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		<title>Meloni unica lucida nella follia mondiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 15:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni la nostra Presidente Giorgia Meloni sta venendo attaccata duramente perchè non prende posizione su Donald Trump. L&#8217;assente e inutile opposizione italiana urla che Giorgia deve prendere posizione…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni la nostra Presidente Giorgia Meloni sta venendo attaccata duramente perchè non prende posizione su Donald Trump. L&#8217;assente e inutile opposizione italiana urla che Giorgia deve prendere posizione e criticare duramente il Presidente Americano, rompendo ogni rapporto. E invece no, lei non prende posizione, lei non alza la voce, lei rimane diplomatica, lei glissa. </p>



<p>Perchè Giorgia Meloni non fa come gli altri leader Europei, perchè non fa come Macron<strong><em> Top Gun</em></strong> con i suoi occhiali blu a specchio? </p>



<p>Grazie a Dio la Meloni è una dei pochissimi leader che rimane lucida, attaccare Trump con discorsi esclusivamente ideologici non porterebbe nessun giovamento al nostro paese, anzi. Che ci piaccia o no Donaldone è il capo del governo del paese più potente del mondo, sicuramente non è il presidente più equilibrato e saggio che gli USA abbiano avuto. Donald va assecondato, i matti vanno assecondati e Giorgia, intelligentissima e gigante della politica attuale (anche per mancanza di competitors), sa esattamente come muoversi nella politica internazionale perchè lo sta facendo meglio di tutti i presidenti del consiglio degli ultimi 30 anni. </p>



<p>Purtroppo per i detrattori, purtroppo per la sinistra, la Meloni non sta sbagliando un colpo, e dobbiamo ringranziarla ogni giorno perchè riesce a rimanere diplomatica e non lasciarsi andare ad inuili sparate alla Macron che non porteranno a nulla di buono.</p>



<p>Nel frattempo Trump probabilmente continuerà a sparare a zero su qualsiasi argomento gli venga in mente, sicuramente solo per dimostrare al mondo che lui è il numero uno e, maliziosamente, per innervorsire le borse mondiali che sta cavalcando da quando è salito nuovamente al potere. </p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/meloni-unica-lucida-nella-follia-mondiale/">Meloni unica lucida nella follia mondiale</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Un chihuahua sul ghiaccio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 12:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se si fa una rapida ricerca sul web si scopre che tra i motivi per cui i chihuahua abbaino sempre, figura la necessità di dover compensare le loro piccole dimensioni…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/un-chihuahua-sul-ghiaccio/">Un chihuahua sul ghiaccio</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-align-left">Se si fa una rapida ricerca sul web si scopre che tra i motivi per cui i chihuahua abbaino sempre, figura la necessità di dover compensare le loro piccole dimensioni con la voce. Ecco, leggendo questo non può che venire in mente il comportamento tenuto dall’Unione Europea e soprattutto quello adottato negli ultimi mesi nei confronti degli Stati Uniti. Pur consapevole, come il chihuahua, di essere un essere di piccole dimensioni, ha iniziato ad abbaiare la propria rabbia, salvo poi tornare immediatamente all’ordine al primo richiamo del padrone. Proclami, minacce, durissime prese di posizioni che poi inevitabilmente si sgretolano sotto un’evidenza chiara a tutti ovvero che, quando lo zio Sam decide, si fa come dice lui. Dopo la questione Ucraina e quella venezuelana oggi assistiamo all’ennesimo “<strong><em>abbaio</em></strong>”, quello per la Groenlandia. E dire che questa volta avevano inscenato anche una sorta di moto di orgoglio con l’invio di soldati tedeschi ma è bastata la minaccia dei dazi a porre immediatamente fine a questa iniziativa e a spostare il confronto sul piano politico-economico con la questione dazi. Ora non credo ci voglia un oracolo per prevedere come andrà a finire, ovvero sentiremo il chihuahua abbaiare, muovere un po&#8217; la coda per poi tornare immediatamente a sedersi zitto e buono. E’ di tutta evidenza che dopo un periodo di stasi lo scenario internazionale sta cambiando e le vere superpotenze stanno ridisegnando le loro mappe di influenza. In questo contesto noi europei non siamo protagonisti ma semplicemente soggetti passivi perché se è vero che nel corso dei secoli molte cose sono cambiate c’è ne è una che ancora vale, ovvero il più forte decide e decide per tutti o perlomeno per tutti coloro che non gli si oppongono perché, a quel punto, da soggetti passivi si passa a vittime. Ci sarebbe da aggiungere che nessuno meglio di noi europei dovremmo conoscere questa regola visto che per secoli l’abbiamo imposta noi al mondo. Non siamo più gli attori della storia ma semplici spettatori ed abbaiare forse lenirà il senso di frustrazione di tanto in tanto ma non trasformerà un chihuahua in un lupo.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/un-chihuahua-sul-ghiaccio/">Un chihuahua sul ghiaccio</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La fine dell&#8217;Ucraina è colpa della UE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 10:47:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Ucraina e Zelensky hanno le ore contate, ormai nessuno crede più alla vittoria giallo-azzurra e anche l&#8217;allineatissima informazione Europea sta lentamente cambiando narrazione, rassegnata ormai all&#8217;ovvio. Questa guerra, iniziata dalla…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ucraina e Zelensky hanno le ore contate, ormai nessuno crede più alla vittoria giallo-azzurra e anche l&#8217;allineatissima informazione Europea sta lentamente cambiando narrazione, rassegnata ormai all&#8217;ovvio.</p>



<p>Questa guerra, iniziata dalla Russia, provocata dagli USA e continuata dall&#8217;Europa, sta stancando tutti, con una sola vittima, l&#8217;Ucraina. Finirà esattamente come avevano previsto analisti e giornalisti &#8220;<strong><em>putiniani</em></strong>&#8220;, Zelensky dovrà cedere un&#8217;enorme fetta di territorio alla Russia, con molta probabilità dovrà rinunciare al sogno Europeo, sicuramente a quello NATO e sicuramente il Presidente Ucraino sparirà nell&#8217;oblio. </p>



<p>I leoni da tastiera da anni si scagliano con i peggiori improperi contro Zelensky, incolpandolo di voler continuare una guerra che sta costando tantissimo all&#8217;Ucraina, soprattutto in termini di vite umane. Ma Zelensky non è il responsabile della disfatta del suo paese, l&#8217;unica colpa (forse ingenua) del presidente Ucraino è di avere ceduto ai canti delle sirene Europee, ma le sirene sappiamo tutti che ti portano a fondo.</p>



<p>I più attenti avranno sicuramente letto tra le righe che tutti gli aiuti Europei non sono regali, ma prestiti. L&#8217;Europa ha capito che questa guerra era una scaramuccia USA/RUSSIA, una scaramuccia che avrebbe distrutto l&#8217;Ucraina ma dalla quale l&#8217;Europa avrebbe potuto trarre giovamento, soprattutto economico. L&#8217;Europa ha puntato sul cavallo sbagliato e su quello vincente, se Putin avesse capitolato, Bruxelles avrebbe messo le mani sull&#8217;economia Ucraina, se l&#8217;Ucraina avesse capitolato (come sta in effetti accadendo), l&#8217;Unione avrebbe un debitore eccellente per il prossimo secolo. Senza contare lo spaventoso arricchimento dei produttori di armi europei che hanno un&#8217;influenza significativa sui governi.</p>



<p>Se la guerra fosse finita prima (e le condizione c&#8217;erano), l&#8217;Ucraina forse non avrebbe nemmeno perso il Donbass che avrebbe potuto restare una zona cuscinetto. Ovviamente la rinuncia alla NATO era un passo fondamentale per terminare il conflitto. Ma Regno Unito e Francia hanno fatto di tutto per impedire la fine della guerra, vai a capire perché, se per mera ideologia o, come i malpensanti dicono, solo per un fattore economico.</p>



<p>L&#8217;accordo di qualche giorno fa siglato a Parigi tra Zelensky e Macron è l&#8217;ennesima prova a favore della tesi che questa guerra è solo una guerra economica dove tutti vogliono arricchirsi, a scapito dell&#8217;Ucraina. Zelensky ha acquistato 100 caccia multiruolo Dassault-Rafale dalla Francia, 20 miliardi di euro circa per<strong> aerei che non avranno nessun ruolo in questa guerra</strong>. Per produrre un numero così elevato di caccia ci vogliono 10 anni, significa 10 aerei l&#8217;anno, senza contare il tempo per addestrare i piloti al combattimento e all&#8217;interazione tra i sistemi tecnologici. La guerra sta finendo ora, qualche manciata di caccia non cambierà nulla, anzi, quel denaro  poteva essere speso meglio, ammesso che qualche altro fornitore fosse disposto ancora a fornire armi all&#8217;Ucraina.</p>



<p>I media italiani additano Trump come vile affarista solo perché ha capito che in questa guerra non può più guadagnarci e sta lasciando sola l&#8217;Ucraina, strizzando l&#8217;occhio a Putin. Trump sta facendo quello che gli USA hanno sempre fatto e sempre faranno, i propri interessi. Senza contare che Trump non ha mai visto di buon occhio l&#8217;Unione Europea e le sue ambizioni di superpotenza, il Presidente americano è poi stanco delle continue ingerenze dei governanti europei in una guerra che è roba sua, il giocattolo si è rotto e lo abbandonerà.</p>



<p>Concludendo, l&#8217;unico vincitore di questa guerra è l&#8217;America, ha messo sicuramente le mani sulla ricostruzione dell&#8217;Ucraina, ha venduto quantità spaventose di armi a Europa e Ucraina, ha diviso la Russia dall&#8217;Europa ed è riuscita pure a dividere i governi Europei, facendone perdere la credibilità. Inoltre con questa guerra gli USA hanno testato le reali capacità belliche della Russia, studiando direttamente sul campo nuove armi e tecnologie.</p>



<p><strong>Siamo quindi sicuri che il cattivo sia Putin?</strong></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-fine-dellucraina-e-colpa-della-ue/">La fine dell’Ucraina è colpa della UE</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La verità sul caso Al-Masri</title>
		<link>https://www.ilgazzettone.it/la-verita-sul-caso-al-masri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 21:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per capire cosa è successo al Generale Libico, arrestato in italia e riportato in fretta e furia in Libia, non dobbiamo neanche tanto sforzarci. La questione è cristallina ed estremamente…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-verita-sul-caso-al-masri/">La verità sul caso Al-Masri</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per capire cosa è successo al Generale Libico, arrestato in italia e riportato in fretta e furia in Libia, non dobbiamo neanche tanto sforzarci. La questione è cristallina ed estremamente semplice nonostante il mainstream voglia renderlo cervellotico per buttarla in caciara in polemica con il Governo che, anche stavolta, ha solo protetto gli interessi nazionali. Non si poteva fare altrimenti.</p>



<p>Partiamo inizialmente dal fatto che al giorno d&#8217;oggi è evidente a tutti che gli organismi internazionali sono assolutamente inutili e ignorati da quasi tutti. Inimicarsi uno stato estero con cui abbiamo rapporti economico/strategici per fare contenta un&#8217;istituzione astratta (la Corte Internazionale), è assurdo e controproducente. L&#8217;Italia infatti con la Libia ha enormi rapporti economici e, no, l&#8217;immigrazione c&#8217;entra ma molto poco. Il vero interesse italiano in Libia sono infatti gli enormi impianti di Eni con interessi in gioco strategici, non possiamo farne a meno.</p>



<p>Secondo punto, anche questo da non sottovalutare, è il fattore diplomatico. La diplomazia internazionale è chiara: <em>i panni sporchi si lavano in famiglia</em>. Al-Masri è un <strong><em>Generale </em></strong>Libico, non è una persona qualunque, se viene arrestato  in Italia, deve essere riconsegnato alle autorità libiche, funziona così. Probabilmente quello che è successo in Italia sarebbe accaduto ovunque, sono cortesie tra governi, è la diplomazia.</p>



<p>Terzo fattore, a questa parte del racconto praticamente quasi senza importanza, è il ruolo del Generale nella questione immigrazione. Abbiamo chiesto alla Libia di fare il lavoro sporco per l&#8217;Europa, abbiamo appaltato la nostra sicurezza ad uno stato come immensi problemi, non possiamo indignarci perchè i libici hanno scelto un modo di fare barbaro e atroce, stiamo parlando di Libici, non sono certo la patria dei diritti umani o della filantropia.</p>



<p>Vi ho dato 3 motivi, non uno solo, per giustificare il rientro di Al-Masri in Libia. Se mi dite che non sono motivi validi, siete miopi, troppo idealisti oppure in malafede. La politica internazionale è così complicata che non possiamo mescolarla con l&#8217;ideologie o la religione, la diplomazia è compromesso, Regeni docet.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-verita-sul-caso-al-masri/">La verità sul caso Al-Masri</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Giustizia contro il bullo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 08:17:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Senza entrare nel dettaglio delle motivazioni reali o presunte che hanno ispirato l’impresa della flottiglia vorrei soffermarmi sulle reazioni successive all’intervento delle forze israeliane. Dopo il loro ritorno i protagonisti…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Senza entrare nel dettaglio delle motivazioni reali o presunte che hanno ispirato l’impresa della flottiglia vorrei soffermarmi sulle reazioni successive all’intervento delle forze israeliane. Dopo il loro ritorno i protagonisti di questa avventura hanno immediatamente denunciato di essere stati offesi, privati del cibo (qualcuno anche della crema solare), di essere stati costretti a firmare carte in ebraico, baciare la bandiera di Israele ecc… </p>



<p>Ora, posto che in un mondo “ideale” dovrebbe essere garantita la giustizia ed un trattamento “umano” per tutti mi sembra evidente che non si può vivere nella convinzione che questa utopia possa esistere. Ebbene appare evidente che anche coloro i quali si sono imbarcati verso Gaza sapessero esattamente di non dirigersi verso Topolinia e che aldilà delle disquisizioni sul diritto internazionale fossero tutti consapevoli che prima o poi l’esercito Israeliano sarebbe intervenuto per fermarli. Per fare una sorta di similitudine è come se chiunque di noi ad un certo punto decidesse di scagliarsi contro il “bullo della situazione” (ovvero quel tipo grande grosso e cattivo pronto a prendere a schiaffi chiunque gli capiti a tiro) salvo poi lamentarsi di aver preso pedate nel sedere. Davvero era possibile attendersi un risultato diverso? La lamentela appare ancora più retorica se si considera che quegli stessi protagonisti accusano quel Paese di essere responsabile di un genocidio… se quei soldati sono pronti ad uccidere sistematicamente donne e bambini al solo fine di sterminare l’intera popolazione palestinese, che tipo di problema avrebbero nel trattare “poco umanamente” delle persone giunte con il precipuo scopo di provocarli? Ciò che più stride in questa faccenda è proprio l’ipocrisia di fondo di lamentarsi dell’ovvio ovvero di gettarsi nel fango salvo poi dolersi di essersi sporcati. A corollario di queste affermazioni aggiungerei una provocazione…. Queste stesse persone domani si imbarcherebbero in un’avventura simile con destinazione Teheran? Oppure che ne so Pechino? Io azzardo una risposta ed è no… perchè aldilà delle accuse mosse ad Israele, rimane un “paese occidentale” (ovviamente con tutte le criticità del momento) e tutti coloro che si sono imbarcati oltre a sapere che non sarebbero stati trattati con i guanti bianchi erano anche assolutamente certi che non gli sarebbe stato torto un capello. E allora la sensazione è che si il bullo sarà anche cattivo ma rispetta ancora delle regole ed allora perchè non farsi dare un paio di schiaffi per poi tornare a casa soddisfatti dell’impresa? </p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/giustizia-contro-il-bullo/">Giustizia contro il bullo</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Come risolvere la questione in Medioriente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 19:14:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi spoilero subito la fine dell&#8217;articolo, poi argomento: per risolvere definitivamente la questione Israelo-Palestinese c&#8217;è solo una soluzione, che non mi piace. La Palestina deve sparire. E&#8217; sotto gli occhi…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi spoilero subito la fine dell&#8217;articolo, poi argomento: per risolvere definitivamente la questione Israelo-Palestinese c&#8217;è solo una soluzione, che non mi piace. <strong>La Palestina deve sparire</strong>.</p>



<p>E&#8217; sotto gli occhi di tutti che una questione che si tira violentemente avanti da quasi 80 anni non si possa risolvere con l&#8217;impegno delle due parti, perchè le due parti in causa non hanno nessuna intenzione di convivere. Dal 1948 è stato subito chiaro a tutti che ebrei e arabi non potessero convivere pacificamente nella stessa terra, ciononostante Israele è nata perchè lo hanno deciso gli ebrei e ormai non si torna più indietro. </p>



<p>80 anni di guerre e continue provocazioni, da entrambe le parti, perchè gli arabi credono che quella sia casa loro, gli ebrei la pensano allo stesso modo, ma a loro favore.</p>



<p>Archiviata finalmente la questione mediatica della &#8220;<strong><em>Sumud Global Flottila</em></strong>&#8221; è stato subito lampante a tutti che la spedizione non avrebbe portato alcun giovamento alla causa palestinese, era solo uno show, finito esattamente come tutti immaginavamo. Era solo politica (non contro la nostra Premier come lei sostiene) e solo pubblicitaria, pubblicità assolutamente inutile ad una questione che è già sotto gli occhi di tutti.</p>



<p>La Palestina deve sparire, purtroppo, perchè i Palestinesi sono più deboli e perchè Israele non si fermerà mai, si prenderà tutto, anche la Cisgiordania in un modo o nell&#8217;altro. Le due etnie non possono convivere perchè sono entrambe formate da integralisti e, si sa, gli integralisti non scendono a compromessi e non accettano il dialogo.</p>



<p>Israele non è mai stato così isolato dalla comunità internazionale come in questo periodo, ma agli Israeliani non interessa, non è mai interessato nulla di quello che pensano gli altri. Senza contare che l&#8217;unico partner necessario ad Israele sono gli Stati Uniti d&#8217;America, che mai come ora, gli sono vicini.</p>



<p>Non posso dire io dove mettere i Palestinesi, anche perchè non lo sa nessuno, nemmeno i vicini stati Arabi vogliono i Palestinesi, è un popolo destinato all&#8217;oblio. Ma se non so dove mettere i Palestinesi, so sicuramente dove NON metterli, dove stanno ora. Israele non guarda in faccia a nessuno e non si fermerà mai.</p>



<p>Il piano di Trump e Netanyahu per costruire dei resort di lusso nella striscia, onesto e dichiarato subito, fa schifo. Ma probabilmente andrà così. Se fossi stato il premier di Israele probabilmente non lo avrei pubblicizzato, soprattutto con la guerra ancora in corso, ma io non sono Bibi.</p>



<p>Quindi, purtroppo, la realtà è che se vogliamo porre fine a 80 anni di guerra, lì ci deve stare solo <strong>Israele</strong>. La grande incognita successiva però, è capire se Israele si fermerà una volta chiusa la questione palestinese o finita una guerra ne comincierà un&#8217;altra con l&#8217;Iran o con la Siria. Israele è integralista, lo è sempre stato e lo sarà, ed è pure fortissimo, forte come nessun altro in Medioriente.</p>



<p>E&#8217; un dubbio legittimo quello del paragrafo precedente, ma noi occidentali, se dobbiamo scegliere da che parte stare (e in geopolitica bisogna sempre schierarsi), sceglieremo sempre Israele. Quando ci si schiera, si deve sempre scegliere la parte che si pensa possa vincere, perdere non piace a nessuno.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/come-risolvere-la-questione-in-medioriente/">Come risolvere la questione in Medioriente</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Putin perde la Moldavia, vince la UE</title>
		<link>https://www.ilgazzettone.it/putin-perde-la-moldavia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 18:58:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Moldavia]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Europa questa battaglia doveva vincerla, a tutti o costi, e c&#8217;è riuscita. Le elezioni in Moldavia si sono chiuse, con la vittoria della candidata europeista Maia Sandu, laureata ad Harward,…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Europa questa battaglia doveva vincerla, a tutti o costi, e c&#8217;è riuscita.</p>



<p>Le elezioni in Moldavia si sono chiuse, con la vittoria della candidata europeista <strong><em>Maia Sandu</em></strong>, laureata ad Harward, grande esperta di economia.</p>



<p>La vittoria della Sandu, sancisce definitivamente l&#8217;allontanamento della Moldavia dalla Russia, i moldavi si sono espressi ed è normale che abbiamo scelto l&#8217;Europa, molto più appetibile ed in grado di arricchirli sul breve-medio periodo. L&#8217;Unione Europea ha messo in campo i suoi volti migliori per convincere i moldavi, e oltre ai volti ci ha messo anche i soldi, tantissimi.</p>



<p>I Putiniani diranno che in Moldavia ha vinto l&#8217;Europa solo grazie alle sue ingerenze su queste elezioni. I Putiniani omettono però di raccontare le ancor più pesanti pressioni del Cremlino, constellate di fake news e disinformazione degna di un regime totalitario. Putin ha perso, punto. I moldavi si sentono più Europei che Russi, almeno in maggioranza. I media russi neppure parlano del risultato moldavo, nulla di strano.</p>



<p>Riportiamo per dovere di cronaca che al termine degli spogli elettorali, non si sono viste le manifestazioni di piazza in supporto della Sandu, i pro-russia diranno che la volontà popolare non è stata rispettata.</p>



<p>La moldavia conta circa 2 milioni e mezzo di abitanti, come Milano, ha un&#8217;economia fragile, ma all&#8217;Europa la Moldavia serve come il pane, la Moldavia serve alla NATO.</p>



<p>Si perchè quel piccolo stato tra la Romania e la martoriata Ucraina, deve avere la bandiera blu, a tutti i costi, il blocco occidentale non può permettersi che cada sotto l&#8217;influenza russa. Militarmente è uno stato essenziale per la difesa Europea, anche se le forze armate Moldave sono quasi a zero, fa niente, li armeremo.</p>



<p>Adesso l&#8217;Unione Europea spingerà fortissimo per far entrare entro il 2030 la Moldavia tra le sue file, ma ci sono enormi riforme in tutti i settori da fare, c&#8217;è da lavorare moltissimo sulla corruzione, piaga inestirpabile delle repubbliche ex sovietiche. La Sandu ha le carte per poterci provare, vediamo se ci riuscirà.</p>



<p>Rimane delicatissima la questione della Transnistria, il nuovo governo sarà in grado di gestire la situazione senza sfociare in un conflitto con la Russia? Putin alla Moldavia ci teneva, non è uno capace di digerire le sconfitte.</p>



<p><strong><em>La Moldavia ha senza dubbio bisogno dell&#8217;Europa, ma l&#8217;Europa ha bisogno della Moldavia? Abbiamo bisogno del supporto della fragile conomia Moldava o ci serviva solo che non fosse russa?</em></strong></p>



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		<title>Anche in Svizzera hanno problemi con la sanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 16:49:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri (28 settembre) in Ticino si sono tenuti due referendum sui premi assicurativi sanitari, entrambi approvati con oltre il 57% di sì. I cittadini hanno reagito all’aumento costante dei premi,…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri (28 settembre) in Ticino si sono tenuti due referendum sui premi assicurativi sanitari, entrambi approvati con oltre il 57% di sì. I cittadini hanno reagito all’aumento costante dei premi, che nel 2026 saliranno del 7,1%, (un aumento tra i più alti tra i cantoni svizzeri).</p>



<p>L’incremento è spiegato da costi sanitari crescenti per personale e tecnologie e soprattutto dall’invecchiamento della popolazione. </p>



<p>Le iniziative limitano la spesa sanitaria al 10% del reddito e permettono la deducibilità completa dei premi, costando 400 milioni di franchi l’anno alla finanza cantonale.<a href="https://www.rsi.ch/info/svizzera/Casse-malati-ecco-l%E2%80%99ennesima-stangata--3136262.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>Il Prodotto Interno Lordo pro capite in Ticino è circa il doppio di quello in Italia (grezzamente: le persone guadagnano il doppio), ma nonostante questo le famiglie hanno ritenuto necessario un intervento pubblico sulla sanità. La Svizzera finora ha speso bene e meglio i soldi pubblici, con tasse più basse (imposta sul reddito intorno al 25% contro il 43% in Italia)- Il Ticino combatte un problema serio partendo da una base di benessere che l’Italia, oggi, può solo invidiare.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/anche-in-svizzera-hanno-problemi-con-la-sanita/">Anche in Svizzera hanno problemi con la sanità</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;Ucraina potrebbe attaccare l&#8217;Europa con droni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo F.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 09:41:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia data dai media russi (sicuramente non indipendenti ndr) e ungheresi è che l&#8217;Ucraina ha un piano segreto per lanciare attacchi con droni in Europa per far ricadere la…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia data dai media russi (sicuramente non indipendenti ndr) e ungheresi è che l&#8217;Ucraina ha un piano segreto per lanciare attacchi con droni in Europa per far ricadere la colpa sui russi.</p>



<p>La notizia potrebbe essere anche credibile perchè un senso ce l&#8217;ha e non è stata riportata da nessun media europeo, <strong><em>Ça va sans dire</em></strong>, ed è stata data proprio da Maria Zakharova in una conferenza stampa.</p>



<p>Il piano di Zelensky sarebbe quello di riparare dei droni russi catturati o caduti in territorio Ucraino (e sono a decine) e lanciarli su qualche stato in Europa per scatenare il casus belli. La terza guerra mondiale è il sogno dell&#8217;Ucraina, giocoforza incazzata nera con Putin e pronta a tutto, anche ad allargare il conflitto che da 3 anni procede in una situazione di stallo. </p>



<p>Sono proprio di queste ore il messaggio di Zelensky che annuncia di aver appreso dalla sua intelligence della possibilità di attacchi con droni russi proprio sul territorio Italiano. Che ci stia mettendo in guardia per preparci ad un attacco che sa che ci sarà perchè organizzato da lui?</p>



<p>Il presidente Ucraino è disposto a tutto per cercare di tirare fuori il suo paese da 3 anni di occupazione, ma questa è la strategia giusta?</p>



<p>Nel frattempo i report di incursioni di droni non identificati sul territorio della UE sono ormai quotidiani, nessuno si sbilancia più sul certificarne la provenienza ma è ovvio a chi si voglia attribuirne la paternità. Non ci si espone più, non si punta subito il dito con certezza, perchè questa cautela adesso?</p>



<p>Continuiamo a ribadire che le notizie della presenza di droni sui cieli europei ha poco senso, ieri è stato riportato un sorvolo di una base Danese, una delle più grandi del paese. Ma come? Un drone nemico sorvola una base militare top secret e poi riesce ad andarsene senza lasciare traccia e venire abbattuto? Persino gli aeroporti civili hanno contromisure per abbattare o neutralizzare droni non identificati, i militari restano a guardare? Poco credibile.</p>



<p>Aspettiamo la prossima incursione di droni non identificati che ci sarà, forse proprio nel bel paese. I governi Europei saranno così cauti ed intelligenti da non farsi trascinare in un conflitto globale con la Federazione Russa?</p>



<p>Fonte: https://www.kp.ru/daily/27722.5/5148930/</p>



<p>Fonte: https://pestisracok.hu/vezercikk/2025/09/haboru-ukrajnaban-terkep-allohaboru-hazugsag</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/lucraina-potrebbe-attaccare-leuropa-con-droni/">L’Ucraina potrebbe attaccare l’Europa con droni</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il capodanno fiscale negli USA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 17:44:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[servizi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il weekend si avvicina e negli Stati Uniti aleggia la consueta minaccia dello shutdown federale: il Congresso non ha ancora partorito un accordo sul budget, e il giorno del giudizio…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il weekend si avvicina e negli Stati Uniti aleggia la consueta minaccia dello shutdown federale: il Congresso non ha ancora partorito un accordo sul budget, e il giorno del giudizio fiscale – cioè la scadenza del 30 settembre, fine dell&#8217;anno fiscale – incombe puntuale come la pioggia nel weekend. </p>



<p>I titoli dei giornali preconizzano servizi pubblici fermati, dipendenti federali costretti a improvvisarsi creativi nella gestione delle finanze, e parchi nazionali che potrebbero finalmente prendersi una meritata pausa dal turismo di coppie di italiani in viaggio di nozze.<a href="https://edition.cnn.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>In realtà, la storia è più vecchia di me. Il balletto sul budget si consuma pressoché ogni anno e la disputa è sempre la stessa: le infinite fazioni del Congresso bloccano il meccanismo statale in nome di interessi opposti e visioni paradossali della funzione pubblica. </p>



<p>La pratica dello shutdown si è affermata a partire dal 1976, quando il moderno processo di bilancio fu introdotto. Da allora, il paese ha vissuto ben venti episodi di blocco amministrativo, con pochi veri shutdown storicamente significativi. </p>



<p>I più lunghi e dolorosi sono recenti: nel 1995-96 lo scontro tra Bill Clinton e il Congresso repubblicano portò a uno stop di 21 giorni, battuto dal blocco di 35 giorni tra dicembre 2018 e gennaio 2019, nato attorno a una disputa tra la Casa Bianca di Trump e una Camera dominata dai democratici sul finanziamento del muro con il Messico. Nel 2013, il Congresso si fermò per 16 giorni sulle coperture dell&#8217;Affordable Care Act (Obamacare). In media, lo shutdown è frutto di divisioni politiche cristallizzate, dove la legislatura esercita il proprio potere di bilancio come arma negoziale, mentre il Presidente può solo frapporre il veto e attendere che Camera e Senato trovino un compromesso.<a href="https://www.youtrend.it/2019/01/17/usa-shutdown-trump-2019/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>Gli attori principali, questa volta, si azzuffano su sicurezza dei confini, spese per la difesa e altre sacre vacche della politica americana. Il presidente Trump, le cui inclinazioni per la suspense sembrano perfettamente allineate con i cliffhanger degni di una telenovela argentina, non fa mistero del fatto che un eventuale shutdown potrebbe rivelarsi “giusto”: una potatura necessaria contro i rami secchi del bilancio.<a href="https://www.bloomberg.com/news/videos/2025-09-27/balance-of-power-9-26-2025-video" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>Il rischio di chiusura non è solo uno spettacolo per la stampa, ma la manifestazione più limpida di quanto sia fragile il patto sociale statunitense sullo Stato. Per gli appassionati di mercati liberi e Stato minimo – quelli che vedono nella chiusura del governo un esperimento pratico di privatizzazione forzata – lo shutdown ha un singolare fascino didattico. È la caricatura della tesi anarco-capitalista: meno Stato, meno problemi. Le agenzie pubbliche restano ferme, i servizi si rimpiccioliscono fino a diventare asintotici, la popolazione riscopre l’incertezza delle regole e i mercati fanno stretching in attesa che qualcuno riaccenda la luce.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anarcocapitalismo" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>Ma il vero dramma non è la sospensione dei servizi, bensì l’assenza di una narrazione chiara: che senso ha uno Stato che ogni anno va incontro al rischio di spegnersi per mancanza di fondi? L’ironia è che il governo statunitense – motore della più grande economia del mondo – deve mendicare consenso dai suoi stessi rappresentanti, come un impiegato che chiede anticipo sulle ferie. Sotto questa patina tragicomica, la realtà riemerge: lo shutdown non è altro che una serie TV, rinnovata ogni stagione, che pochi pagherebbero su Netflix se non fosse che i protagonisti sono dotati di atomiche e di poteri regolatori su Wall Street.</p>



<p>Forse anche qui, come nel complesso militare US, servirebbe una IA per gestire le finanze pubbliche con logica ferrea e zero isterismi. Altrimenti, ai mercati e ai cittadini non resta che trattenere il fiato, godersi lo spettacolo e ricordare che, almeno per qualche giorno, il sogno di uno Stato che non disturba nessuno smette di essere solo un sogno.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/il-capodanno-fiscale-negli-usa/">Il capodanno fiscale negli USA</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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