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	<title>Francesco B. - Il Gazzettone</title>
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	<title>Francesco B. - Il Gazzettone</title>
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		<title>La Cina rallenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 17:35:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Filiera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Cina sta attraversando un significativo rallentamento della sua attività produttiva. Questo fenomeno, alimentato da molteplici cause strutturali e congiunturali, ha importanti implicazioni non solo per l’economia cinese, ma anche…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Cina sta attraversando un significativo rallentamento della sua attività produttiva. </p>



<p>Questo fenomeno, alimentato da molteplici cause strutturali e congiunturali, ha importanti implicazioni non solo per l’economia cinese, ma anche per l’Europa e l’Italia, strettamente intrecciate con il gigante asiatico attraverso la catena globale del valore.</p>



<p>Il rallentamento è attribuibile principalmente a una domanda interna debole, causata dal calo degli investimenti nel settore immobiliare – in crisi ormai da oltre due anni –, e dalla ridotta spesa delle famiglie, frenate dall’incertezza economica e da un mercato del lavoro sottotono, con un tasso di disoccupazione giovanile che supera il 20%. A ciò si somma la contrazione delle esportazioni, in particolare verso gli Stati Uniti, a causa di tensioni commerciali e tariffe crescenti che rallentano i flussi di merci. </p>



<p>La crescita della produzione industriale si è attestata al 5,2% ad agosto, il valore più basso in un anno, mentre i profitti industriali sono cresciuti di appena lo 0,9%.</p>



<p>Per Europa e Italia, il rallentamento cinese rappresenta un campanello d’allarme. L’Unione Europea è uno dei principali partner commerciali della Cina e dipende fortemente dalle forniture di materie prime e componenti industriali. Una flessione nella produzione cinese può creare interruzioni nelle catene di approvvigionamento, aumentando i costi di produzione e ritardando le consegne in settori chiave come l’automotive, la tecnologia e la moda.</p>



<p>Inoltre, le esportazioni italiane verso il mercato cinese potrebbero essere penalizzate dall’indebolimento della domanda nel gigante asiatico, influenzando negativamente la bilancia commerciale e la crescita economica nazionale.</p>



<p>Il momento attuale invita a riflettere sull’importanza di diversificare i mercati di approvvigionamento, e di potenziare la resilienza delle filiere produttive in Europa, evitando eccessive dipendenze. Il rallentamento della Cina è una sfida e un’opportunità per le economie europee di ripensare la propria posizione all’interno della globalizzazione, puntando su flessibilità, innovazione e governance internazionale.</p>



<p>Fonti per dati e approfondimenti: National Bureau of Statistics Cina, Reuters, CNBC</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-cina-rallenta/">La Cina rallenta</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La FED non abbassa la guardia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 17:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve]]></category>
		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Federal Reserve, banca centrale degli Stati Uniti, ha lanciato un allarme inflazione, prevedendo che questa rimarrà sopra l’obiettivo del 2% fino almeno al 2028. Questa previsione di un’inflazione persistente…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Federal Reserve, banca centrale degli Stati Uniti, ha lanciato un allarme inflazione, prevedendo che questa rimarrà sopra l’obiettivo del 2% fino almeno al 2028. </p>



<p>Questa previsione di un’inflazione persistente per quasi un decennio rappresenta un segnale cruciale per l’economia globale e ha ripercussioni dirette anche per l’Europa e l’Italia.</p>



<p>Un’inflazione protratta in territorio elevato costringe la Federal Reserve a mantenere i tassi di interesse alti più a lungo, una scelta che rallenta la crescita economica e condiziona i mercati finanziari internazionali. Questo si traduce in un effetto domino che da Washington arriva fino a Bruxelles e Roma, influenzando i corsi valutari, i costi di finanziamento e le politiche monetarie europee.</p>



<p>Tassi USA elevati possono rafforzare il dollaro rispetto all’euro, rendendo le esportazioni europee meno competitive. Inoltre, alzare i tassi oltreoceano può spingere verso rialzi anche da parte della Banca Centrale Europea, con conseguenze su mutui, prestiti, e investimenti nel Vecchio Continente.</p>



<p>Il quadro si complica ulteriormente se si considerano i prezzi delle materie prime e l’incertezza geopolitica, soprattutto la questione Ucraina: fattori che possono alimentare ulteriormente la pressione inflazionistica</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-fed-non-abbassa-la-guardia/">La FED non abbassa la guardia</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Niente terzo mandato a Zaia, caccia al successore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 16:56:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>
		<category><![CDATA[zaia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luca Zaia non sarà candidabile alle prossime elezioni regionali in Veneto, previste per il 23 e 24 novembre 2025, a causa del limite dei mandati previsti dalla legge regionale e…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/niente-terzo-mandato-a-zaia-caccia-al-successore/">Niente terzo mandato a Zaia, caccia al successore</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Luca Zaia non sarà candidabile alle prossime elezioni regionali in Veneto, previste per il 23 e 24 novembre 2025, a causa del limite dei mandati previsti dalla legge regionale e confermati dalla Corte Costituzionale. </p>



<h6 class="wp-block-heading">L&#8217;abisso col centrosinistra</h6>



<p>La notizia ha scosso il centrodestra anche a livello nazionale, e ha aperto un acceso dibattito sull’erede designato per guidare la regione nei prossimi cinque anni. Scrivo così perché il Veneto non ha alcuna possibilità di passare al centrosinistra, nelle elezioni che si terranno tra meno di due mesi. </p>



<p>In primis per le condizioni disastrate del centrosinistra nazionale: l&#8217;alleanza col M5S si è già dimostrata fallimentare nelle recenti elezioni regionali marchigiane; l&#8217;approccio sulla guerra a Gaza e i tentennamenti sull&#8217;asse NATO non hanno portato alcun frutto in termini di appeal; e la segretaria innalzata a simbolo di lotta intersezionale non sembra riuscita a portare alcun voto in più al Partito Democratico, spostandolo dalle lotte sociali a quelle sui diritti.</p>



<p>A questo scenario catastrofico all&#8217;interno del centrosinistra va aggiunto che il centrodestra parte già di suo da una posizione di vantaggio incolmabile. Alle ultime elezioni regionali del 2020 Luca Zaia è stato rieletto presidente con una percentuale straordinaria del 76,79% dei voti validi. Questo risultato rappresenta il più alto consenso mai registrato in una regione italiana dal 1995, anno in cui è stata introdotta l’elezione diretta del presidente di regione. Il principale sfidante di Zaia, Arturo Lorenzoni del centrosinistra, aveva ottenuto il 15,72% dei voti. Un abisso.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Niente terzo mandato</h6>



<p>Il regolamento attuale, in linea con la normativa nazionale, impedisce ai presidenti delle giunte regionali di ricoprire più di due mandati consecutivi, misura pensata per evitare la concentrazione del potere e favorire il ricambio politico. Nel caso del Veneto, la legge regionale del 2012 ha recepito questo principio con una precisazione importante: il limite dei due mandati si applica solo ai mandati successivi all&#8217;entrata in vigore di tale legge, cioè a partire dalle elezioni del 2015 in poi. Questo significa che il mandato di Zaia iniziato nel 2010 non viene conteggiato ai fini del limite dei mandati. </p>



<p>Zaia aveva provato a spostare la data delle elezioni o a ottenere una deroga, ma senza successo: il Consiglio di Stato che ha confermato l’obbligatorietà della scadenza elettorale e l’ineleggibilità del governatore uscente.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il fattore Z</h6>



<p>Il solo Zaia rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la coalizione di centrodestra in Veneto, grazie al suo carisma personale, e alla forte popolarità costruita in oltre un decennio di governo. La sua figura traina non solo la Lega, ma l&#8217;intera coalizione, contribuendo a mantenere l’ampio consenso e la coesione tra i diversi partiti che la compongono. Salvini stesso ha più volte definito la &#8220;lista Zaia&#8221; come un valore aggiunto, una risorsa capace di attrarre voti anche al di fuori della tradizionale base elettorale del centrodestra, riducendo così i rischi di dispersione dei consensi.</p>



<p>Senza Zaia come candidato presidente, la coalizione rischia di perdere quel vantaggio di personalizzazione e appeal che ha caratterizzato la sua leadership. La Lega, pur restando il partito più radicato in Veneto con migliaia di iscritti e molti sindaci, vede ridursi il suo ruolo di attrattore rispetto a prima, mentre Fratelli d’Italia, che alle ultime consultazioni ha triplicato i consensi rispetto alla Lega, punta a giocarsi una candidatura autonoma, aumentando la competizione interna.</p>



<h6 class="wp-block-heading">La lotta interna al centrodestra</h6>



<p>Questo scenario ha acceso un dibattito al centrodestra, dove la Lega si trova ora a dover indicare un successore all’altezza. Al momento non c’è una candidatura univoca: tra i nomi circolati spiccano quello di assessori regionali di peso come Roberto Marcato o Elisa De Berti, ma anche figure esterne al consiglio regionale con forte radicamento territoriale e capacità di aggregare le diverse anime leghiste e alleate. Il nodo principale resta però la sfida di mantenere il consenso costruito da Zaia in più di un decennio di governo, specie in un contesto politico nazionale dove la Lega subisce la concorrenza interna di Fratelli d&#8217;Italia.</p>



<h6 class="wp-block-heading">La lista alla successione</h6>



<p>La lista dei volenterosi successori di Zaia è lunga. Il favorito è considerato Alberto Stefani, attuale segretario regionale della Lega in Veneto. Figura di primo piano nel partito, vicino a Matteo Salvini, già assessore regionale, con esperienza consolidata nella politica veneta.</p>



<p>Raffaele Speranzon è un senatore di Fratelli d&#8217;Italia, prospettato come possibile candidato qualora il partito della Meloni spingesse per una candidatura autonoma in Veneto. Figura emergente nel partito, con buoni legami a livello regionale.</p>



<p>Luca De Carlo è un deputato e figura di spicco di Fratelli d’Italia in Veneto, spesso citato come possibile candidato presidente; ha un buon radicamento territoriale e politico nel territorio veneto.</p>



<p>Roberto Marcato è un assessore regionale della Lega con competenze tecniche e di governo, frequentemente menzionato tra i papabili per sostituire Zaia, anche se meno in pole position rispetto a Stefani.</p>



<p>Elisa De Berti è un&#8217;attuale assessora con un ruolo importante nella giunta regionale, donna di spicco all’interno della Lega veneta, potenziale alternativa per la candidatura con capacità di aggregare i moderati.</p>



<h6 class="wp-block-heading">La filosofia dietro la scelta</h6>



<p>Sul piano politico, il dibattito va oltre la mera scelta del candidato. Alcuni nel centrodestra spingono per un profilo più “moderato” e istituzionale, che possa garantire stabilità e continuità amministrativa, mentre altri tifano per volti più “nuovi” e dinamici, capaci di mobilitare elettorato giovane e moderare l&#8217;appeal di eventuali sfidanti del centrosinistra o di forze populiste.</p>



<p>Zaia, da parte sua, continua a godere di un grande consenso personale e non esclude di restare un punto di riferimento politico, ma sempre fuori dalla corsa elettorale per la presidenza. L’eredità politica e il futuro del Veneto si giocano dunque ora sulla capacità del centro-destra di trovare una nuova leadership capace di raccogliere e rilanciare l’eredità di un presidente che ha segnato un’epoca.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/niente-terzo-mandato-a-zaia-caccia-al-successore/">Niente terzo mandato a Zaia, caccia al successore</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il testamento nascosto dell&#8217;Avvocato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 16:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Agnelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un foglio ingiallito, con poche righe vergate a penna, custodito per anni in uno studio legale e poi finite sottotraccia in un’indagine minore. È questo il documento che potrebbe riaprire…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/il-testamento-nascosto-dellavvocato/">Il testamento nascosto dell’Avvocato</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un foglio ingiallito, con poche righe vergate a penna, custodito per anni in uno studio legale e poi finite sottotraccia in un’indagine minore. È questo il documento che potrebbe riaprire uno dei capitoli più controversi della storia recente della famiglia Agnelli. </p>



<p>Ieri, al tribunale di Torino, i legali di Margherita Agnelli hanno consegnato quello che definiscono un “nuovo testamento” del padre Gianni, pronto a rimettere in discussione l’assetto di potere costruito dopo la sua morte. Chissà se qualcuno avrebbe fatto a meno di un colpo di scena in questa saga familiare che ha poco della sobrietà sabauda.</p>



<p>Gli avvocati di Margherita parlano di un atto chiaro e inequivocabile, tradito e accantonato. I fratelli Elkann, invece, liquidano la vicenda come «un polverone mediatico» che non potrà incidere su nulla, perché superato dagli eventi. Mossa da manuale: se il documento scotta, si glissa, si passa oltre. </p>



<h6 class="wp-block-heading">L’ombra di Dicembre e l’impero Exor</h6>



<p>Al centro della contesa c’è&nbsp;<strong>Dicembre</strong>, la società semplice che rappresenta la storica cassaforte della famiglia Agnelli, tramite cui si controlla Exor, la holding finanziaria da circa 30 miliardi di euro che detiene aziende da Stellantis a Ferrari, passando per la Juventus. Insomma, niente affatto un giochino da ragazzi, ma il fulcro pulsante di un impero che si estende su più continenti e settori.</p>



<p>Come si fa a dimenticare che quella cassaforte tiene salde le redini di un colosso automobilistico globale, una leggenda delle corse e il club di calcio italiano più titolato e chiacchierato? Ecco, proprio su questa cassaforte si gioca ora una partita che non è fatta solo di soldi, ma di potere, e di vecchie carte ingiallite &#8211; appunto.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Stellantis, il gigante dell’auto</h6>



<p>Nel mosaico dell’impero Exor, Stellantis rappresenta senza dubbio il pezzo grosso. Nato dalla storica fusione tra Fiat Chrysler e il gruppo francese PSA, Stellantis è il quarto produttore mondiale di automobili per volumi di vendita, con un portafoglio che conta marchi iconici come Jeep, Fiat, Peugeot, Citroën, Opel e Alfa Romeo. È qui che si gioca gran parte del futuro industriale del gruppo Agnelli, con investimenti massicci su mobilità elettrica e innovazione tecnologica. Controllare Stellantis significa non solo governare un impero produttivo, ma anche dettare le sorti di un settore chiave per l’economia europea e globale.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il testamento e la volontà di Gianni Agnelli</h6>



<p>Nel documento del 1998, Gianni Agnelli appare chiaro e netto: il 25% di Dicembre doveva andare al figlio Edoardo. Solo un dettaglio: Edoardo morì nel 2000, in circostanze tragiche e ancora oggi oggetto congetture. Da lì, l’eredità segue una strada più tortuosa dei sentieri verso Superga.</p>



<p>Secondo i legali di Margherita, in assenza di Edoardo, le quote sarebbero dovute tornare agli eredi legittimi: la madre Marella e la figlia Margherita. </p>



<h6 class="wp-block-heading">Gli accordi che cambiarono gli equilibri</h6>



<p>Nel 2003, Marella Caracciolo decide che una fetta sostanziosa va al nipote John Elkann. Così John è diventato il centro di gravità permanente dell’impero Agnelli, con poco meno del 60% di Dicembre in mano. Un buon affare per il giovane rampollo, anche se – dicono i legali di Margherita – Marella credeva di adempiere alle volontà del marito. Saggia signora, evidentemente un po’ distratta da dimenticare quel testamento ora ritrovato.</p>



<p>Nel 2004, Margherita esce ufficialmente da Dicembre e da lì è partita la consacrazione di John Elkann come il timoniere indiscusso della dinastia.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Un testamento dimenticato e ora riemerso</h6>



<p>Quel foglio è rimasto lì, nello studio dell’avvocato storico, a prendere polvere. È emerso solo per caso, finito sotto la lente della magistratura svizzera durante un’inchiesta fiscale.</p>



<p>Ora il documento torna a scuotere una famiglia e un impero che si credevano forse troppo solidi per essere intaccati da un semplice foglio scritto a mano. Gli Elkann minimizzano, Margherita rilancia: la partita è ancora aperta, e quel testamento potrebbe essere più di un semplice cimelio di famiglia.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/il-testamento-nascosto-dellavvocato/">Il testamento nascosto dell’Avvocato</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La camorra rialza la testa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 16:49:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una settimana di paura torna a scuotere il Parco Verde, il quartiere simbolo della lotta alla criminalità organizzata a Caivano, in provincia di Napoli. Nell’arco degli ultimi sette giorni, il…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-camorra-rialza-la-testa/">La camorra rialza la testa</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una settimana di paura torna a scuotere il Parco Verde, il quartiere simbolo della lotta alla criminalità organizzata a Caivano, in provincia di Napoli. Nell’arco degli ultimi sette giorni, il rione è stato teatro di gravi episodi di violenza e intimidazione che confermano come la camorra continui a esercitare la sua influenza malavitosa sul territorio.</p>



<h6 class="wp-block-heading">La stesa e le minacce</h6>



<p>Lo scorso sabato, una decina di persone a bordo di mezzi scooter e moto hanno attraversato la zona sparando ripetutamente colpi d’arma da fuoco, lasciando dietro di sé una scia di otto bossoli e una comunità sotto choc. </p>



<p>Non si è trattato dell’unico atto di intimidazione. Domenica, durante una funzione religiosa, il parroco Don Maurizio Patriciello – noto per il suo impegno contro le infiltrazioni criminali – ha ricevuto una busta contenente un proiettile da un fedele che gli si era avvicinato in chiesa. L’episodio, che ha suscitato l’indignazione delle istituzioni locali e nazionali, ha portato all’arresto del responsabile, legato ai clan presenti nell’area.</p>



<p>L’allarme sociale ha spinto le autorità a reagire con nuove misure straordinarie volte a colpire la criminalità minorile e a ristabilire la legalità a Caivano. Tra queste, il cosiddetto “Decreto Caivano” prevede maggiori poteri per affrontare il disagio giovanile e contrastare la diffusione delle attività illecite.</p>



<p>Le operazioni di bonifica hanno coinvolto il recupero di numerosi veicoli rubati abbandonati nel quartiere e un controllo più serrato sulle carceri minorili e sui centri educativi del territorio. Tuttavia, la presenza di un vuoto di potere tra i clan sembra alimentare una lotta per il controllo delle piazze di spaccio, generando nuove tensioni e rischi per gli abitanti.</p>



<p></p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/la-camorra-rialza-la-testa/">La camorra rialza la testa</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Un record che interessa a pochi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 17:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[pallavolo]]></category>
		<category><![CDATA[volley]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Solo tre volte nella storia degli sport di squadra una nazione si è laureata campione del mondo sia con la squadra femminile che con quella maschile. Una di queste tre…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/un-record-che-interessa-a-pochi/">Un record che interessa a pochi</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Solo tre volte nella storia degli sport di squadra una nazione si è laureata campione del mondo sia con la squadra femminile che con quella maschile. Una di queste tre è successa all’Italia, che ieri sera ha vinto il mondiale di pallavolo maschile, dopo aver vinto quello femminile a inizio settembre.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Come è andata</h5>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>((Qui tra parentesi scrivo come le due nazionali hanno vinto i loro mondiali. Se della pallavolo non vi interessa pressoché nulla, come a me, potete saltare alla fine della parentesi &#8211; al prossimo sottotitolo in grassetto.</p>



<p>Gli unici contatti con la pallavolo che ho avuto in vita mia sono stati quando andavo a guardare le ragazze del mio quartiere giocare nella palestra dietro casa, avevo vent&#8217;anni. Il rischio che io scriva sciocchezze è &#8211; di conseguenza &#8211; molto elevato. Ma mi hanno detto di occuparmi di sport, ed eccomi qua.</p>



<p>Come dicevo, a inizio mese le ragazze del volley hanno sollevato il trofeo del mondiale (il secondo della nostra storia dopo quello del 2002 in Germania), disputato in Thailandia.</p>



<p>Nella fase a gironi si sono ritrovate a giocare contro Slovacchia, Cuba, e Belgio, vincendo tutte e tre le gare, subendo per un solo set proprio contro quest&#8217;ultime. Nella fase a gironi l&#8217;Italia ha regolato 3-0 Germania e Polonia, prima di arrivare a giocare la semifinale col Brasile.</p>



<p>Contro le giocatrici carioca è stato un&#8217;altalena di emozioni dopo aver pareggiato 1-1 nel secondo set, il terzo set si è prolungato fino a un 30-28 per le brasiliane. Il quarto set ha pareggiato i conti per noi, con l&#8217;ennesimo 25-22. Il quinto set ci ha visti superare l&#8217;ostacolo con un difficoltoso 15-13.</p>



<p>In finale le ragazze hanno affrontato la Turchia &#8211; superpotenza di questo sport. Dopo aver vinto 25-23 il primo set le nostre ragazze si sono lasciate travolgere 25-13 nel secondo, dando l&#8217;impressione di aver perso la presa sulla gara. Il terzo set si è combattuto fino al 26-24 per noi, mentre nel quarto le italiane hanno dato ancora l&#8217;impressione di non avere il controllo perdendo 25-19. Il quinto set ci ha visti trionfare invece con un agevole (finalmente!) 15-8</p>



<p>Ieri, invece hanno giocato la finale i ragazzi.</p>



<p>Campioni in carica dopo il mondiale del 2022 in Polonia-Slovenia, noi italiani ci presentavamo tra i favoriti. Ai gironi affrontiamo Algeria, Belgio (anche qui), e Ucraina. Alla prima regoliamo 3-0 gli africani in una gara senza storia, mentre contro i belgi perdiamo 3-2. Nell&#8217;ultima gara del girone vinciamo 3-0 anche contro gli ucraini e ci qualifichiamo come secondi del girone. Gli accoppiamenti ci mettono davanti l&#8217;Argentina che sistemiamo 3-0, non senza qualche affanno. Ai quarti incrociamo di nuovo il Belgio, contro cui avevamo perso solo otto giorni prima. I nostri ragazzi dimostrano però di aver imparato la lezione e spazzano via gli avversari con un tre a zero che non lascia spazio a dubbi. Mentre nelle altre eliminatorie ci sono dei risultati a sorpresa, il nostro cammino prosegue con un altro 3-0 ai danni della Polonia.</p>



<p>Nella finale di ieri troviamo la Bulgaria. I nostri ragazzi mettono le cose in chiaro andando sopra 2-0. Un po&#8217; di rilassatezza porta i bulgari a vincere il terzo set, ma gli italiani annientano ogni dubbio nel quarto che si chiude con un 25-10 pesantissimo e ci laurea campioni per la quinta volta nella nostra storia, staccando il Brasile e la Polonia a 3, con solo l&#8217;Unione Sovietica a 6.))</p>
</blockquote>



<h6 class="wp-block-heading">Un record che interessa a pochi</h6>



<p>Oggi, sulla prima pagina del maggiore quotidiano sportivo nazionale, la notizia è in cima, ma lo spazio riservato subito sotto alla vittoria di ieri del Milan contro il Napoli nella quinta giornata di serie A è comunque leggermente più grande.</p>



<p>Sui social i difensori degli sport &#8220;minori&#8221; si stracciano le vesti: lamentano come al solito la poca copertura mediatica di un evento così importante. Siamo campioni del mondo di pallavolo, sia maschile che femminile, una cosa mai successa negli sport di squadra di nessuna nazione al mondo (a parte noi, e due volte l’Unione Sovietica, anche lei nella pallavolo – l’ultima volta nel 1960.)</p>



<p>Un evento storico che meriterebbe larghissimo spazio in tutti i giornali e telegiornali, dicono.</p>



<p>Questa poca copertura mediatica riflette però il sentimento del Paese, che ci piaccia o no. Una partita di serie A registra, in media, 950mila spettatori. La finale del mondiale maschile di volley ne ha registrati circa quattro milioni. Considerando che le gare di serie A per giornata sono 10 e a pagamento, mentre la finale di volley è stata data in chiaro, il confronto finisce 9.5 milioni (paganti) contro 4.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/un-record-che-interessa-a-pochi/">Un record che interessa a pochi</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sei nuovi bonus per aiutare le famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 16:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[bonus]]></category>
		<category><![CDATA[bonus elettrodomestici]]></category>
		<category><![CDATA[bonus psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[carta famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo dell’autunno si apre una nuova e immancabile stagione di bonus per le famiglie italiane. Il governo ha destinato 1,7 miliardi per sei nuovi aiuti economici, ognuno disegnato con…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/sei-nuovi-bonus-per-aiutare-le-famiglie-italiane/">Sei nuovi bonus per aiutare le famiglie italiane</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’arrivo dell’autunno si apre una nuova e immancabile stagione di bonus per le famiglie italiane. </p>



<p>Il governo ha destinato 1,7 miliardi per sei nuovi aiuti economici, ognuno disegnato con la consueta precisione burocratica che tutti amiamo: regole complicate, fondi limitati, e una corsa contro il tempo per presentare domanda prima che il portafoglio della Pubblica Amministrazione si svuoti.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Bonus psicologo: l’aiuto per la salute mentale</h6>



<p>Se la pandemia vi ha lasciato qualche segno, ecco un bonus fino a 1.500 euro per fare sedute di psicoterapia, a patto che abbiate un reddito non troppo alto. Ma attenzione, i soldi bastano per poco più di 6mila persone, quindi sarà una sorta di lotteria sociale. </p>



<h6 class="wp-block-heading">Bonus elettrodomestici: rottama e risparmia</h6>



<p>Volete cambiare la vecchia lavatrice o il frigorifero? Potete ottenere uno sconto fino al 30% (max 100 euro) se siete veloci a fare domanda e se rottamate il vecchio apparecchio. Dietro a questo bell’aiuto c’è una piattaforma elettronica gestita da enti pubblici, così la burocrazia festeggia con un altro click day, l’evento social più atteso dell’anno per chi non ha niente da fare.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Bonus per le mamme lavoratrici</h6>



<p>Fate la bella vita perché vivete con un reddito da lavoro sotto i 40mila euro e almeno due figli a carico? Potete portare a casa una tantum 480 euro, ma dovete aver lavorato tutto l’anno e fare richiesta all’Inps, sperando che il sistema non vi faccia impazzire prima. Colf e badanti invece possono restare fuori dai giochi, perché anche la solidarietà sociale dello Stato rispetta l&#8217;ordine delle classi sociali.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Bonus auto elettrica e mobilità green</h6>



<p>Gli incentivi per chi compra un’auto elettrica (fino a 11mila euro) sono pensati soprattutto per chi vive in alcune aree urbane e ha un reddito basso. Insomma, una filosofia “verde” che vi fa spendere tutti i soldi che avete messo da parte, se ne avete l&#8217;inclinazione. Continua a mancare: colonnine di ricarica e una tariffa europea di acquisto di KWH, ricaricare alle colonnine fast oggi non conviene affatto.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Carta “Dedicata a te” e Dote Famiglia</h6>



<p>La &#8220;Carta Dedicata a Te&#8221; è un bonus di 500 euro in forma di carta prepagata, destinato a nucleo familiari con ISEE sotto 15.000 euro, per comprare beni alimentari essenziali. Niente alcolici perché lo Stato deve insegnarti sempre come spendere i soldi, e &#8211; se li vinci a questa lotteria &#8211; devi usarli per forza entro febbraio 2026.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Il “click day”: la gara al bonus</h6>



<p>Come per tutte le cose belle in Italia, i fondi sono limitati. Chi si siede davanti al pc al momento giusto può sperare di portarsi a casa qualcosa; gli altri si arrabattino a lavorare 8 ore al giorno, e ringrazino il loro Dio di avere un reddito.</p>



<h6 class="wp-block-heading">L&#8217;unico bonus buono è il taglio delle imposte (che non avverrà)</h6>



<p>Quella dei bonus è la ciliegina sulla torta del “welfare temporaneo”. Un sistema che, per quanto benintenzionato, non fa altro che mantenere le famiglie dipendenti da provvidenze statali sempre in bilico, con regole che cambiano come il vento e fondi insufficienti per far fronte alle vere necessità.</p>



<p>L’apparato statale si diletta a distribuire briciole, costruendo un teatrino della “solidarietà” che non affronta il problema di fondo, cioè la libertà economica e la capacità di autonomia delle persone. Questi sussidi, frutto di anni di interventi frammentari, mantengono il cittadino nella condizione di “beneficiario” piuttosto che di protagonista della propria vita economica.</p>



<p>La corsa al click day ne è la metafora più calzante: l’accesso a questi aiuti è affidato più al caso e alla velocità della connessione che a un reale bisogno o merito, acuendo le disuguaglianze.</p>



<p>Sarebbe forse più utile, e soprattutto più giusto, pensare a una riduzione drastica degli obblighi e della tassazione che frenano le famiglia, restituendo fiducia e libertà di investimento e spesa.</p>



<p>Questi bonus, come tutti i bonus, rappresentano la conferma che il sistema economico attuale preferisce distribuire qualche briciola piuttosto che liberare davvero le capacità produttive delle famiglie e dei singoli.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/sei-nuovi-bonus-per-aiutare-le-famiglie-italiane/">Sei nuovi bonus per aiutare le famiglie italiane</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Anche in Svizzera hanno problemi con la sanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 16:49:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri (28 settembre) in Ticino si sono tenuti due referendum sui premi assicurativi sanitari, entrambi approvati con oltre il 57% di sì. I cittadini hanno reagito all’aumento costante dei premi,…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/anche-in-svizzera-hanno-problemi-con-la-sanita/">Anche in Svizzera hanno problemi con la sanità</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri (28 settembre) in Ticino si sono tenuti due referendum sui premi assicurativi sanitari, entrambi approvati con oltre il 57% di sì. I cittadini hanno reagito all’aumento costante dei premi, che nel 2026 saliranno del 7,1%, (un aumento tra i più alti tra i cantoni svizzeri).</p>



<p>L’incremento è spiegato da costi sanitari crescenti per personale e tecnologie e soprattutto dall’invecchiamento della popolazione. </p>



<p>Le iniziative limitano la spesa sanitaria al 10% del reddito e permettono la deducibilità completa dei premi, costando 400 milioni di franchi l’anno alla finanza cantonale.<a href="https://www.rsi.ch/info/svizzera/Casse-malati-ecco-l%E2%80%99ennesima-stangata--3136262.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>Il Prodotto Interno Lordo pro capite in Ticino è circa il doppio di quello in Italia (grezzamente: le persone guadagnano il doppio), ma nonostante questo le famiglie hanno ritenuto necessario un intervento pubblico sulla sanità. La Svizzera finora ha speso bene e meglio i soldi pubblici, con tasse più basse (imposta sul reddito intorno al 25% contro il 43% in Italia)- Il Ticino combatte un problema serio partendo da una base di benessere che l’Italia, oggi, può solo invidiare.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/anche-in-svizzera-hanno-problemi-con-la-sanita/">Anche in Svizzera hanno problemi con la sanità</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;oro sempre più caro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 16:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[bene rifugio]]></category>
		<category><![CDATA[oro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’oro continua a salire di prezzo da più di tre anni e recentemente la sua crescita è stata molto rapida, come non si vedeva da molto tempo. Però, guardando al…</p>
<p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/loro-sempre-piu-caro/">L’oro sempre più caro</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>oro</strong> continua a salire di prezzo da più di tre anni e recentemente la sua crescita è stata molto rapida, come non si vedeva da molto tempo. Però, guardando al di fuori dei mercati finanziari, la situazione non è così solida. Oggi infatti il prezzo dell’oro cresce soprattutto perché gli investitori lo comprano molto, spaventati dai rischi economici e politici in tutto il mondo. Inoltre, si pensa che i tassi di interesse diminuiranno e che il dollaro, considerato finora un luogo sicuro per i soldi, non lo sia più del tutto.</p>



<p>Il settore dove si compra più oro è quello della gioielleria, ma qui la domanda sta calando, soprattutto in Cina e India. Questi paesi sono tra i maggiori consumatori di oro e nei mesi di festa le vendite sono state deludenti. Anche le banche centrali, che per anni hanno comprato oro per le loro riserve, hanno ridotto gli acquisti del 33% tra la prima e la seconda parte del 2025. Nel primo semestre del 2025 hanno comprato 415 tonnellate, che è il 20% in meno rispetto all’anno scorso e il numero più basso dal 2022, anno in cui il prezzo ha cominciato a salire parecchio.</p>



<p>Il valore dell’oro in dollari è raddoppiato negli ultimi anni e solo nel 2025 è aumentato di oltre il 40%. Il prezzo ha toccato 3.791 dollari per oncia, il punto più alto anche se si considera l’inflazione, superando il record del 1980.</p>



<p><strong>La corsa dell’oro potrà continuare, perché c’è ancora molto interesse da parte di chi investe, ma questo dipenderà da quanto a lungo gli investitori saranno disposti a pagare così tanto. </strong></p>



<p>In Cina, per esempio, il consumo di oro per gioielli ha toccato il minimo da 15 anni, e le importazioni tramite Hong Kong sono calate del 39%. Sul mercato reale, l’oro viene scambiato a un prezzo inferiore rispetto a quello ufficiale.</p>



<p>Chi invece compra oro per investimento è molto attivo: i fondi che raccolgono oro (ETF) hanno acquistato oltre 560 tonnellate quest’anno, per un valore superiore a 57 miliardi di dollari. A questo si aggiunge la domanda da parte delle “stablecoin”, monete digitali ancorate al dollaro, che usano titoli di Stato americani come garanzia, creando nuova domanda di oro.</p>



<p>La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, ha uno strumento che può aiutare a stabilizzare il mercato dei titoli di Stato e fornire liquidità in caso di difficoltà. Questo aiuta a mantenere stabile anche il mercato dell’oro. Inoltre, negli ultimi mesi è stato proposto di alleggerire alcune regole che penalizzavano le banche se compravano titoli di Stato, per rendere più facile per loro investire in oro.</p>



<p>Infine, un indicatore chiamato Move, che misura quanto il mercato teme variazioni improvvise nei titoli di Stato americani, è ai minimi. Questo significa che il mercato è stabile e le banche possono prestare più soldi usando titoli di Stato come garanzia, aumentando così la liquidità disponibile anche per altri investimenti, compresi quelli rischiosi come l’oro.</p>



<p>Per chi vuole investire, la situazione resta incerta, ma l’oro continua a essere un punto di riferimento importante.</p><p>The post <a href="https://www.ilgazzettone.it/loro-sempre-piu-caro/">L’oro sempre più caro</a> first appeared on <a href="https://www.ilgazzettone.it">Il Gazzettone</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Italia meglio di Francia e Germania, ma&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 16:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultima settimana è circolata con insistenza la voce secondo cui l’Italia starebbe superando &#8220;economicamente&#8221; (sic!) Germania e Francia. Un’affermazione che, seppur fondata su alcuni dati reali, è largamente sopravvalutata, e…</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultima settimana è circolata con insistenza la voce secondo cui l’Italia starebbe superando &#8220;economicamente&#8221; (sic!) Germania e Francia. Un’affermazione che, seppur fondata su alcuni dati reali, è largamente sopravvalutata, e non corrisponde a un cambio strutturale di passo. La realtà, secondo le fonti ufficiali, è più complessa e sfumata.</p>



<p>Secondo la Commissione Europea, la crescita del PIL italiano nel 2025 si attesterà intorno al +0,5%, certamente superiore al +0,0% stimato per la Germania ma comparabile al +0,6% previsto per la Francia (Commissione Europea, Previsioni autunno 2025). Questi dati indicano una crescita debole, ben lontana dal ritmo occhieggiato come possibile vantaggio competitivo. L’Italia naviga quindi in acque lievemente migliori della stagnazione tedesca. </p>



<p>L&#8217;Italia ha già quasi raggiunto la Francia in termini di spread, con una valutazione del rischio simile, nonostante i livelli di povertà assoluta. Questa infatti coinvolge circa 5,7 milioni di persone, mentre in Francia supera i 13 milioni, con popolazioni complessive comparabili. Altro fattore determinante per questo risultato è forse anche una maggiore stabilità politica (mirabile dictu) rispetto ai cugini d&#8217;oltralpe. </p>



<p>L&#8217;Italia ha anche superato la Francia in termini di PIL pro capite a parità di potere d&#8217;acquisto, grazie a prezzi più bassi e a una dinamica demografica con calo della popolazione che aumenta il valore pro capite, ma questo non significa necessariamente una ricchezza nazionale maggiore. </p>



<p>Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel suo World Economic Outlook di aprile 2025, conferma questo quadro descrivendo l’Italia come una nazione alle prese con bassa produttività e rigidità strutturali, che frenano qualsiasi vera accelerazione economica.</p>



<p>Nel dettaglio, il confronto numerico è chiaro: mentre l’Italia cresce a un ritmo modesto, la Germania mostra stagnazione e la Francia una crescita contenuta ma stabile. Il dato reale italiano si pone al centro di una classifica europea dove la media di crescita è più elevata, specialmente trainata da economie più dinamiche come quella irlandese o spagnola.</p>



<p>Sul piano del debito, il problema si fa ancor più visibile. Nel 2024, il rapporto debito/PIL dell’Italia era fermo a un preoccupante 134,9% (Banca d’Italia), mentre Germania e Francia si mantengono rispettivamente intorno al 70% e al 118% (dati Eurostat). Questa significativa differenza plasma il quadro macroeconomico, imponendo all’Italia rigore fiscale rigoroso per evitare crisi future. Il ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato in Parlamento che la riduzione del deficit verso il 3% e il taglio della spesa interessi sul debito creeranno margini di manovra essenziali, ma si tratta di sacrifici che richiedono tempo e volontà politica.</p>



<p>Il FMI, da parte sua, evidenzia l’urgenza di portare l’avanzo primario a circa il 3% del PIL entro il 2027 per garantire la sostenibilità del debito e scongiurare instabilità finanziarie.</p>



<p>Sul fronte del lavoro, l’Italia presenta un tasso di occupazione pari al 67,4% (Eurostat 2025), distante dagli standard tedeschi (81,3%) e francesi (75,6%). Questo divario segnala inefficienze strutturali nel mercato del lavoro italiano: eccessiva protezione dei posti consolidati, rigidità normative e alti costi gravano sull’assunzione e la crescita produttiva. E&#8217; però vero che l&#8217;Italia mostra miglioramenti significativi nell&#8217;occupazione, con posti di lavoro aumentati e disoccupazione ai minimi da 18 anni, va proseguito il lavoro in questo senso.</p>



<p>La Commissione Europea ribadisce che per stimolare occupazione e produttività in Italia è necessario aprire il mercato del lavoro, ridurre la burocrazia, e promuovere una concorrenza più libera. Il protrarsi di una regolamentazione rigida rischia di esacerbare problemi di lungo termine, aggravati dalla rapida diminuzione della popolazione attiva e dall’invecchiamento demografico.</p>



<p>L’Italia deve ancora liberarsi di pesi e retaggi di un’economia troppo statalizzata e protezionista. Per trarre vantaggio dall’attuale contesto internazionale, il Paese ha bisogno di riforme decisive: liberalizzazione del lavoro, taglio del debito pubblico, e promozione della libera iniziativa privata.</p>



<p>La strada è arci-nota, la volontà politica è sempre mancata in tutti i governi da dopo De Gasperi. Il governo attuale gode di largo consenso, lo può usare per cambiare finalmente il Paese.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fonti:<br>Commissione Europea, Previsione Economica Autunno 2025; Fondo Monetario Internazionale, World Economic Outlook Aprile 2025; Banca d’Italia, Relazione Debito Pubblico 2024; Eurostat, Dati Occupazione e PIL 2025.</li>
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